Non siamo stati grandi fan di “Vieni via con me”. La trasmissione ci è parsa, a suo tempo, un po’ lenta e un po’ retorica. E le scivolate polemiche di Roberto Saviano nei confronti del ministro Maroni ci hanno convinto ancor meno. Ci è sembrata insomma una buona trasmissione con un sacco di difetti.
Anche Fabio Fazio e il suo “Che tempo che fa” sono, naturalmente, criticabili. Chi dice sia odiosamente buonista. Chi dice che sia davvero troppo furbo e una domanda cattiva che sia una non la fa mai, nemmeno se si trova di fronte il diavolo. Chi dice – è Luciana Litizzetto – che emani un fastidioso odore di Coccolino.
Così, stamattina, leggendo la lettera che Fabio Fazio ha inviato a La Repubblica, non siamo vibrati di indignazione temendo la censura. Non abbiamo pensato che – se è tutto vero quel che scrive Fazio – siamo di fronte a un attentato mortale sferrato al cuore della cultura.
Ci siamo solo fatti una domanda, da cittadini, contribuenti e – nel nostro piccoli editori: ma possibile che alla Rai siano così stupidi e/o in malafede da rinunciare così a quella gioiosa macchina da soldi che si chiama Fabio Fazio?