Gli indignati cominciano la marcia su Madrid

Gli indignati cominciano la marcia su Madrid

Non è ancora chiaro cosa succederà: per ora, gli sdegnati hanno fatto partire la marcia. Dalle nove di ieri mattina, per 33 giorni, gli indignados di tutta la Spagna si uniranno, di villaggio in villaggio, in una “marcia popolare indignata” su Madrid. Lì è previsto un grande raduno per il 23 luglio, dove daranno voce alla loro protesta.

L’iniziativa questa volta è partita dagli indignati di Valencia. Il percorso prevede 500 chilometri di marcia, 29 città da visitare e una direzione sola: la capitale. In ogni città verranno spiegate le loro ragioni, e saranno fatte assemblee per raccogliere le richieste dei cittadini. Poi, proseguiranno, di volta in volta.

Un’idea che segue le mobilitazioni di domenica, che hanno avuto luogo in più di 50 città spagnole e che hanno coinvolto 200.000 persone. Manifestanti scesi a protestare contro il Patto per l’Euro, l’accordo firmato dai 17 membri dell’Eurozona che intende metter mano all’economia europea per promuovere la competitività e far fronte alla stagnazione. Facendo ricorso, però, a una serie di misure poco popolari.

In Spagna, si prevedono tagli ai salari dei lavoratori, la proibizione di indebitarsi e il contenimento della spesa per l’assistenza sociale e le pensioni. Inoltre, secondo il documento, cresce l’età per andare in pensione. Di fronte a queste misure, l’indignazione è cresciuta, e ha fatto nascere altre manifestazioni. Tutte pacifiche, però. Allegre, nell’apparenza, e ben organizzate.

A Madrid, l’altro ieri, l’intenzione era di raggiungere la Camera dei Deputati. Un progetto bloccato dalla polizia, che ha fermato i manifestanti. Ma non si sono arresi. Hanno proseguito accampandosi in piazza del Nettuno, a pochi passi dal Parlamento, e poi a Puerta del Sol, snodo centrale di Madrid e ormai “sede storica” del movimento 15-M. Ma se le proteste non sono bastate, gli indignados adesso useranno l’arma delle marce.

Al momento, ne sono previste almeno sei. Si comincia con quella di oggi, da Valencia, lungo la ruta oriental, che passerà anche per Albacete. Lì saranno raccolti anche i gruppi provenienti da Alicante. Il prossimo 25 giugno si metteranno in movimento anche da Barcellona, da dove si dirama la ruta nororiental. Intanto, è ancora in corso di organizzazione la ruta sureña, che partirà dall’Andalusia, mentre dai Paesi Baschi accorreranno a Madrid lungo la ruta norteña. Altre due marce partiranno dalla Galizia e dall’Extremadura.

Un movimento collettivo che convergerà nel centro del Paese per mobilitare il più alto numero di persone possibile. Per il gruppo 15-M, dopo le proteste dello scorso maggio, da cui ha tratto il nome, gli “accampamenti” nelle piazze di Madrid e Barcellona e la manifestazone nazionale di ieri, sarebbe la quarta iniziativa di mobilitazione popolare. Forse la più grande. Tutto perché i politici decidano di ascoltare le loro proteste, e ne prendano nota.