La giunta di Pisapia e i mal di pancia dei “boeriani”

La giunta di Pisapia e i mal di pancia dei “boeriani”

In una giornata di consultazioni frenetiche per la formazione della nuova giunta di Milano le voci si rincorrono, ma di punti fermi ancora non ce ne sono. Di sicuro per ora, oltre alla ferma volontà di portare in giunta Bruno Tabacci, c’è un nodo da sciogliere e si chiama Stefano Boeri. Riuscire a chiudere la partita delle poltrone, per Pisapia, si sta rivelando più complicato del previsto e se regge il muro di silenzio ufficiale, garantito dall’ottimo staff del nuovo sindaco, è difficile tenere a bada le richieste e le rivendicazioni dei partiti e dei loro uomini forti. Boeri, eletto con record di preferenze nelle file del Pd, è uno di loro, e a rumoreggiare – nella città e sulla Rete – è il suo nutrito e attivo gruppo di sostenitori.Stefano Boeri scalpita, e vuol fare pesare le sue 13 mila preferenze e la battaglia che – lealmente, una volta perdute le primarie – ha combattuto al fianco di Giuliano Pisapia. Vuol fare il vicesindaco, con qualche delega importante, oppure accorpare assessorato alla Cultura e deleghe all’Expo di cui ha disegnato per la giunta Moratti il masterplan, dove il “software – come dice un attento osservatore della politica milanese – conta più dell’hardware”. Boeri – che ha uno studio di architettura, è reduce dal suo festival Festarch, ed è tuttora direttore della rivista di Rcs Abitare – vuole pesare. Anche perché ha fatto una scelta di vita, e vuol fare il politico.Gli ostacoli su questa via non sono pochi per lui. Il primo: l’ha candidato il Pd ma non è del Pd, e trovarselo a fare da “uomo forte” in un partito cui non è iscritto può provocare qualche comprensibile mal di pancia in chi quel partito ha accompagnato, a Milano, in lunghi decenni di opposizione. Poi, Pisapia come vice ha “quasi” promesso una donna, e Boeri non è una donna. Ancora, le prese di posizione di Stefano Boeri sull’Expo – anche le più recenti – lasciano intendere un cammino, in caso di sua nomina, non proprio lineare. Sia sull’iter societario che sul progetto dell’esposizione le idee dell’architetto sono diverse da quelle avviate (faticosamente) verso la pratica. Insomma, alcune impuntature di Boeri – annotano in tanti – stanno pesando sui tempi e sull’entusiasmo di Giuliano Pisapia che comunque è motivato a rispettare i tempi, e a consegnare le chiavi della città alla sua giunta in questi giorni.Per fortuna di Pisapia, in tanti in città si stanno occupando dalla manifestazione ‘Unexpected Israel’, la cui legittimità è contestata da alcuni imbecilli della sinistra extra. E così Pisapia può lavorare nel silenzio agli ultimi nodi. Il primo si chiama Stefano Boeri.

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