Un applauso incorona Alfano segretario del Pdl

Un applauso incorona Alfano segretario del Pdl

Una rivoluzione a metà. Durante l’ufficio di presidenza del Pdl, convocato in serata a Palazzo Grazioli per studiare le strategie del partito dopo il tracollo delle amministrative, il premier Silvio Berlusconi annuncia le novità. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è il nuovo segretario politico del partito, figura tipica dei partiti della prima repubblica. I tre coordinatori nazionali – Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi – restano al loro posto. Nessuna epurazione. Semmai, una nuova figura che avrà il compito di affiancare il Cavaliere nella guida politica del Pdl. Un primo passo verso la successione di Berlusconi? È ancora presto per dirlo. Di certo l’indicazione del Guardasigilli viene direttamente dal Cavaliere. «Una persona in grado di ridare slancio al partito e al nostro elettorato» avrebbe detto il premier ai vertici del Pdl. E ancora «È giovane, ha fatto bene da ministro ed è ben voluto da tutti».

Il primo compito del segretario sarà quello di assegnare ai coordinatori i rispettivi settori di competenza. Secondo indiscrezioni a Verdini dovrebbe andare l’organizzazione del partito, a La Russa gli eventi e la propaganda. A Sandro Bondi – costretto al passo indietro dopo le recenti dimissioni – spetterebbe la responsabilità della filosofia e dei valori del Pdl.

A breve Alfano lascerà il ministero di Largo Arenula (ancora in forse il nome del suo sostituto: tra i papabili il capogruppo Fabrizio Cicchitto, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e il ministro per i Rapporti col Parlamento). Entro una decina di giorni al massimo, invece, sarà convocato il Consiglio nazionale del partito. Occasione necessaria per modificare lo statuto del Pdl e introdurre la figura del segretario politico. In seguito sarà il congresso a formalizzare la nomina.

A leggere le dichiarazioni delle ultime ore sembra che la scelta di Alfano abbia messo tutti d’accordo. Durante il vertice di Palazzo Grazioli l’atmosfera è quella della grande celebrazione. Quasi tutti intervengono a favore del nuovo dirigente. Alle 21.20 – rumoroso – scatta persino l’applauso.

A qualcuno, però, sorge un dubbio. Quali saranno i reali poteri del neo segretario? «Perché possa attuare la sua azione di rinnovamento – spiega nel pomeriggio il senatore Lucio Malan – gli vanno dati gli strumenti necessari». In ogni caso, come chiarisce il ministro Franco Frattini, allontanatosi per un’ora dall’incontro a causa di un impegno istituzionale e poi tornato per congratularsi con il Guardasigilli: «L’indicazione di Alfano è un segnale importante, ma deve essere la prima della serie, perché il partito va riorganizzato con nuove regole certe».

Poche le voci fuori dal coro. Specie di chi sperava nella nomina di un coordinatore unico. «Onestamente non vorrei che il rattoppo fosse peggio del buco» si fa scappare al telefono un esponente del Pdl. «Alfano? Penso che così litigheranno in quattro – commenta a caldo Alessandra Mussolini – Serviva un atto di coraggio per cambiare veramente. Così ne sposti uno e ne scontenti cento».  

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