Al tavolo manca solo Casini (per ora…)

Al tavolo manca solo Casini (per ora...)

«La conferenza stampa del Governo? La cosa non riguarda certo l’Udc». Gli uomini di Pier Ferdinando Casini smontano il caso. Il partito di centro non entra a far parte dell’Esecutivo, come pure lasciavano intendere alcune indiscrezioni di stampa delle ultime ore. «Non per questo – spiegano ancora dallo staff dell’ex presidente della Camera – diremo no alle proposte che Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti presenteranno questa sera».

Casini è stato chiaro. Il presidente del Consiglio non vuole dimettersi: per salvare il Paese dalla crisi economica alle opposizioni non resta che confrontarsi con l’attuale Governo. Alcune proposte sono state avanzate dallo stesso leader centrista. Un decreto per anticipare almeno una parte delle misure previste nella manovra, anzitutto. Ma anche la nascita di una commissione parlamentare – con la presenza di rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione – in grado di formulare una strategia per la crescita dell’economia italiana. «Mi pare ovvio – raccontano ancora dall’Udc – che se il premier e il ministro dell’Economia presenteranno questi progetti, non potremmo tirarci indietro. Sono suggerimenti avanzati direttamente da Casini».

Dalla maggioranza, intanto, continuano ad arrivare attestati di stima per l’ex alleato. Dopo il plauso del Cavaliere (che avrebbe molto apprezzato la decisione di Casini di prendere le distanze dal Pd e bocciare ogni ipotesi di governo tecnico) oggi è il ministro Gianfranco Rotondi a rendere merito al leader dell’Udc. «Finalmente il dialogo tra maggioranza e opposizione trova un binario giusto». Nel frattempo le distanze tra i partiti di opposizione rischiano di diventare incolmabili. Ieri Casini aveva chiesto di finirla con «la litania della dimissioni del Governo». Ma solo pochi minuti fa il segretario del Pd Pierluigi Bersani è tornato sull’argomento. «Berlusconi? – ha detto in una conferenza stampa a Palermo – Deve fare un passo indietro».

Intanto si infittiscono le indiscrezioni sulle misure che il Governo è pronto ad adottare. Sul tavolo c’è l’ipotesi di una riapertura estiva del Parlamento (i deputati erano già stati preallertati nei giorni scorsi). Magari per accelerare l’iter legislativo delle norme sulla liberalizzazione degli ordini professionali e delle riforme sul welfare. Tutt’altro che abbandonati, poi, i provvedimenti finalizzati alla riduzione dei costi della politica. La prima misura in discussione, però, sarà la norma costituzionale del vincolo sul pareggio di bilancio. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera sono state convocate la prossima settimana per discutere del progetto.