I nostri militari sono cari al Governo, ma “per un disguido” alla Camera non c’è nessuno

I nostri militari sono cari al Governo, ma “per un disguido” alla Camera non c’è nessuno

Il Governo non si presenta alla Camera e la discussione sul rifinanziamento delle missioni di pace viene sospesa. Eppure i militari impegnati all’estero sembravano stare a cuore all’Esecutivo. Una settimana fa, quando il provvedimento era all’esame del Senato, non si parlava d’altro. Chi chiedeva un voto bipartisan per solidarietà ai «nostri ragazzi». Chi un’approvazione rapida per dimostrare la vicinanza alle famiglie dei caduti.
Stavolta, invece, non parla nessuno. Anzi, non c’è nessuno. Nessun membro del Governo, nemmeno un sottosegretario. Un’assenza «ingiustificata e molto grave» per il vicepresidente di Montecitorio Antonio Leone, che presiede i lavori. Per le opposizioni si tratta di «un intollerabile gesto di disinteresse del Governo nei confronti del Parlamento». Dopo un’ora – sono le 13.30 – arriva il sottosegretario alla Difesa Giuseppe Cossiga, che si scusa. Nessuna mancanza di rispetto, spiega. Ci mancherebbe. La mancata presenza del Governo è piuttosto colpa di «un disguido». Vengono in mente le parole del ministro Franco Frattini, che all’indomani del sì di Palazzo Madama aveva parlato di «un voto che fa onore al Parlamento e che conferma la credibilità dell’Italia sul piano internazionale».

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