Il dilemma della caduta di Gheddafi

Il dilemma della caduta di Gheddafi

La caduta di Gheddafi può essere un dilemma per chi come noi è stato contrario a questa guerra sin dagli inizi. Con la sua fine bisogna chiedersi se l’esito positivo (la caduta di un dittatore) di un’intenzione negativa (la guerra ingiusta) nobiliti quell’intenzione, la renda insomma meno ingiusta. Avvenne anche con Saddam, nel momento in cui cadde, Anche chi si era assai giustamente opposto alla guerra non poteva non gioire lo stesso. Quindi sì, se la mettiamo così, certo che in parte quella cattiva intenzione viene riabilitata dal risultato positivo.Oppure uno può dire che è meglio aspettare di vedere chi arriva dopo prima di giudicare. E anche in questo caso in Iraq, dopo la cura Petraeus, non è andata troppo male anche se l’Iran può debordare in qualsiasi momento. Solo che almeno quella era l’ultima guerra in ordine temporale di quello fu l’impero americano, prima che i costi delle sue bombe e la crisi lo mettessero al tappeto. In Libia invece a guidare i giochi sarà la Francia di uno come Nicolas Sarkozy. E allora a maggior ragione bisognerà aspettare, anche se questo non deve proibire di gioire per la cacciata di un dittatore.