“Maroni va alla guerra”. Ma è vero o lo dice qualche leghista di “altro credo”?

“Maroni va alla guerra”. Ma è vero o lo dice qualche leghista di “altro credo”?

La notizia è di poco fa. Il pezzo di Lega Nord che fa capo a Roberto Maroni, ministro degli Interni, domani potrebbe forse disertare l’aula. Potrebbe, insomma, non essere in Parlamento mentre il presidente del Consiglio è atteso a parlare delle misure per rilanciare il paese, la sua credibilità, la sua stabilità finanziaria. Sarà vero? In passato le spaccature molte volte annunciate nel cuore della Lega sono sempre state ricomposte. Sarebbe dunque la prima volta in cui, dopo mille annunci e lanci lunghi sul futuro, Roberto Maroni si mette davvero la fascia di capitano di partito, e in qualche modo di leader, al braccio. La prima volta in cui il Ministro degli interni potrebbe rompere gli indugi, il sodalizio con Bossi e il suo cerchio magico (non a caso Reguzzoni, fedelissimo di Bossi, ha chiesto a tutti di essere presenti), e decidere di giocare in prima persona. La cosa, ovviamente, porterebbe con sè conseguenze non da poco, che possono arrivare tranquillamente agli estremi di un’uscita di Maroni dal governo, e di una sua disponibilità per una coalizione nuova di zecca.Insomma, domani è la prova della verità. Per il governo, e pure per Maroni che, a questo punto, deve dire davvero a tutti che partita politica giocherà nel prossimo futuro.  A fare due conti però la storia suona strana: i maroniani, nella Lega, non sono tanti. Domani, per di più, non si vota niente. Infine, i maroniani ammettono senza problemi che sono arrabbiati, e parecchio, con il Premier e per l’andazzo complessivo. “Ma da qui a dire che domani non andiamo in aula ce ne corre… Chi le mette in giro ste storie? Sarà qualche leghista non maroniano”: Domani avremo qualche certezza: certo è che anche il Sole delle Alpi sorge su un Regno in cui non mancano le divisioni.

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