Rimini, l’evasione a tavola: 4 milioni sottratti al fisco

Rimini, l’evasione a tavola: 4 milioni sottratti al fisco

Altri 4 milioni di euro sottratti al fisco. Questa l’ultima scoperta nel corso dell’operazione antievasione nel settore turistico dell’Agenzia delle Entrate di Rimini, che ha messo nel mirino stabilimenti balneari, bar, ristoranti, alberghi e istituti di bellezza.
Il piatto indigesto per i ristoratori che avevano fatto i furbi è stato servito proprio grazie allo studio dei loro menù. La Guardia di Finanza ha fatto il calcolo delle materie prime acquistate nel corso di un anno (le verifiche hanno riguardato gli anni d’imposta 2007 e 2008) e delle porzioni ufficialmente servite, secondo le ricevute. Sottraendo anche una percentuale di calo subito dalla merce durante le fasi di lavorazione ed eventuali scarti, è emerso che il numero di piatti realmente preparati era di molto superiore a quello risultante dagli scontrini emessi. 

Non solo. Per 7 stabilimenti balneari e altrettanti bar annessi sottoposti a controllo sono stati rilevati maggiori imposte per 365mila euro complessivi. Gli ispettori hanno ricostruito l’imponibile totale di circa 160mila euro con la collaborazione dei titolari degli esercizi. E ancora, la verifica nei confronti di una società che gestisce 9 alberghi (alcuni con annesso stabilimento balneare) ha prodotto un recupero attività non dichiarate per oltre 1 milione di euro, oltre a minori costi (passività non deducibili) per 119mila euro. Per altri 15 hotel della riviera gli accertamenti hanno portato a scoprire maggiori imponibili accertati per 661mila euro. A mettere nei guai un centro estetico di Cattolica è stata invece l’agenda degli appuntamenti. Spulciandola gli addetti dell’Agenzia delle entrate hanno accertato che il guadagno era quasi il doppio di quello dichiarato: 210 mila euro a fronte di 125 mila dichiarati. «I dati dei controlli realizzati dalla Direzione Provinciale di Rimini – ha commentato il direttore regionale dell’Agenzia dell’Emilia Romagna Antonino Gentile – confermano la necessità di sviluppare con sempre maggiore efficacia l’azione di contrasto all’evasione fiscale, che sottrae risorse fondamentali per lo sviluppo e per il welfare del Paese». 

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Scontrini finti e mafia vera sulle spiagge di Rimini

La città del Meeting e del divertimento estivo è un buon riassunto del nostro Paese, tra evasione fiscale da record (con tanto di scontrini falsi e software dedicati), infiltrazioni mafiose, e tanti soldi (che spesso puzzano stranamente di muffa) esportati a San Marino. Una città povera (secondo le statistiche) ma piena di Suv e di yacht. E dove si preferisce che resti questo limbo torbido che permette al salumiere di fare un po’ di nero, ma che rischia di permettere al camorrista di riciclare soldi sporchi e di mangiarsi albergo dopo albergo la riviera romagnola.