Le coop non hanno soldi, Finsoe sta peggio di Premafin

Le coop non hanno soldi, Finsoe sta peggio di Premafin

La holding delle cooperative rosse è al verde. Per la Finanziaria dell’economia sociale (Finsoe), che controlla il 50,75% di Unipol, l’operazione Fon-Sai porterà a una rivoluzione epocale nell’azionariato di via Stalingrado, dopo appena due mesi dall’uscita di Holmo, ex controllante che lo scorso novembre ha ceduto le sue quote a una quindicina di cooperative. Nei giorni scorsi il numero uno di Manutencoop e consigliere del gruppo bolognese Claudio Levorato si è detto disponibile a valutare una diluizione della maggioranza nella holding. Uno scenario che, a guardare i numeri dell’ultimo bilancio disponibile, relativo al 31 dicembre 2010, è assai probabile.

Il mercato stima che Finsoe debba aprire il portafoglio per 500 milioni di euro, per garantire la quota di sua spettanza nell’aumento di capitale da un miliardo di euro necessario ad acquisire il controllo della filiera Ligresti. Tuttavia, andando a spulciare l’ultimo bilancio al 31 dicembre 2010, pare che di soldi non ce ne siano. Il prezzo di carico della partecipazione in Unipol, infatti, è pari a 1,813 miliardi di euro, che suddivisa per il numero di azioni ordinarie corrispondenti al 50,75% del capitale, cioè 1.072.888.407 azioni (su un totale di 2.114.257.106, le azioni privilegiate non sono state prese in considerazione poiché sono in carico per soli 9 milioni), corrisponde a un valore unitario di 1,69 euro per azione. Una cifra distante anni luce dalle attuali quotazioni, pari a 0,18 euro per azione. Sottraendo il prezzo odierno da quello di carico e moltiplicandolo per il numero delle azioni in pancia a Finsoe si ottiene la minusvalenza che le cooperative sarebbero costrette a sopportare attualizzando la partecipazione ai prezzi correnti: 1,62 miliardi. Detta in altri termini, la quota di maggioranza in Ugf oggi vale 192 milioni, cioè poco più della metà dell’attuale capitalizzazione, che è di 364 milioni.

C’è di più: la minusvalenza di 1,6 miliardi è uguale alpatrimonio netto al 31 dicembre 2010 e il doppio del capitale sociale dopo l’ aumento da 105 milioni di euro chiuso nel corso del 2010. Significa che la holding non ha mezzi propri. In compenso, l’indebitamento nei confronti delle banche è salito a 435 milioni(rispetto ai 391 milioni di fine 2009) così come la perdita, 6 milioni, rispetto ai 26 milioni di utile messi a segno al 31 dicembre 2009. Esigua anche la cassa, soltanto 3 milioni. Paradossalmente, a guardare i dati di bilancio viene quasi da chiedersi se siano davvero le Coop a salvare Fon-Sai o non viceversa.

Elenco delle partecipazioni rilevanti di Finsoe al 31 dicembre 2010 (Fonte: bilancio Finsoe)

Da quando sono stati resi noti i dettagli dell’accordo preliminare, Unipol ha lasciato sul terreno il 14,5%, mentre da un anno a questa parte ha ceduto il 64%, in linea con il settore bancario italiano. Oggi c’è stato un rimbalzo tanto per Unipol (+4,71%) quanto per Fonsai (+5,78%), sulla scia del Ftse Mib, il principale listino italiano, che ha chiuso guadagnando il 2,45 per cento, ma la sua discesa non è questione degli ultimi giorni e non è legata all’accordo con Fon-Sai. Analizzando il grafico, infatti, si nota come il ribasso sia una costante da metà dicembre 2007, quando il titolo ha sfiorato 2 euro senza mai risalire. Un segnale inequivocabile che il mercato non ha mai fugato i dubbi su alcune partecipate di Ugf, come Unipol Banca, che l’amministratore delegato Carlo Cimbri non ha mai fatto mistero di voler vendere, cosa che peraltro potrebbe accadere da qui a marzo. 

Rimane da capire quali saranno i parametri definitivi dell’intesa, ma per questo, come ha ribadito oggi il numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni, bisognerà aspettare fine mese. Una cosa è certa, però: il mondo cooperativo non ha soldi da spendere, e per non diluirsi sarà costretto ad affidarsi completamente all’asse Piazza Cordusio – Piazzetta Cuccia, azionista rilevante delle Assicurazioni Generali. I piccoli azionisti trattengono il respiro, la storia si ripete. 

Twitter: @antoniovanuzzo 

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