Lucca disoccupata, il sindaco: «Ora puntiamo sul turismo»

Lucca disoccupata, il sindaco: «Ora puntiamo sul turismo»

Nel corso della preparazione del reportage «Ecco come il “modello Lucca” si è trasformato nella capitale dei disoccupati» avevamo chiesto un’intervista al sindaco di Lucca, Mauro Favilla (Pdl). Impegnato, aveva detto di poter rispondere solo a domande scritte. Il 14 febbraio, dopo una settimana, non avendo ancora risposto, il reportage era stato pubblicato, garantendogli però spazio di replica. Il sindaco ha risposto oggi alle quattro domande, con questa lettera:

Gentile redazione de Linkiesta,
ecco le risposte alle vostre domande

Sindaco, i dati sono preoccupanti. La provincia di Lucca è passata da un tasso di disoccupazione pre crisi molto basso (3,7% nel 2007) all’8%. Come vive il capoluogo questa situazione della provincia?
La città, ormai, da alcuni decenni è interessata da un importante processo di trasformazione: la nostra economia a prevalenza industriale/manifatturiera sta evolvendo verso una netta prevalenza del terzo settore. Negli ultimi 30 anni stanno sparendo o si stanno comunque fortemente ridimensionando le grandi industrie che impiegavano centinaia di famiglie lucchesi, vedi Cucirini Cantoni Coats e Manifattura Tabacchi, fatta eccezione per il polo cartario che per l’intero territorio è un punto di eccellenza. D’altra parte, negli anni, sono cresciuti settori come il turismo e il commercio. I dati provinciali, riferiti al territorio, non sono comunque totalmente ascrivibili a Lucca, perché fortemente influenzati da Versilia e Garfagnana che hanno vicissitudini diverse rispetto al capoluogo.

Quali sono le mosse che lei ritiene di aver messo in atto per contrastare la crisi e come se ne esce?
In questi cinque anni, anche per contrastare questa emorraggia di lavoro nel settore industriale, abbiamo dato forte impulso ai beni culturali e al turismo, comprendendo che la promozione della città avrebbe avuto un forte ritorno sul piano turistico. I fatti ci hanno dato ragione: nel 2009 i visitatori nella città sono saliti del 4%; nel 2010 siamo arrivati al + 6%, nel 2011 abbiamo sfiorato il +12%. Siamo l’unica città d’arte toscana ad avere tre anni di controtendenza. Abbiamo portato la Città ad oltre 30 manifestazioni turistiche ogni anno e abbiamo allacciato rapporti culturali/commerciali con la Cina, con Panama e con l’Est Europa. Il turismo si è trasformato nel volano della nostra economia capace di creare nuovi posti di lavoro.

Cosa è cambiato negli equilibri del sistema produttivo lucchese? Ritiene che la conversione dalla produzione industriale alla vocazione turistica sia irreversibile?
Lucca ha avuto diversi periodi, dopo quello agricolo siamo passati a quello industriale, per arrivare oggi al Turismo. La trasformazione che abbiamo in atto è certamente questa, anche perché Lucca è una città gioiello e la sua bellezza culturale è a tutto tondo: storia, enogastronomia e tradizioni. Se pensiamo che una volta le aziende produttive erano perfino nel centro storico…

Esiste un modello lucchese? (Sociale, imprenditoriale…) In cosa si è differenziato storicamente da quello toscano? E crede che sia entrato in crisi?
Il modello Lucchese, oggi, esiste di sicuro, perché anche nel recento convegno organizzato in città dall’Anci e dalla Regione Toscana «Dire e Fare” siamo stati portati ad esempio nazionale da Promo PA come città in grado di produrre economia dalla conservazione e valorizzazione dei propri beni culturali. Lucca, storicamente è sempre stata una città-stato, una capitale e si è sempre differenziata per questo dal resto della Toscana. I Lucchesi sono orgogliosi dalla propria storia e tradizione e sanno di avere avuto in dote una delle città più belle del mondo. Dal punto di vista sociale, la connotazione profondamente religiosa ha dato vita a una città forse conservatrice, ma comunque aperta alle novità, certo non le vuole subire passivamente, semmai controllare.
Non credo che il sistema Lucca quindi sia affatto entrato in crisi, si è solo trasformato, adattandosi ai tempi. I lucchesi sono sempre stati grandi commercianti, adesso guardano al turismo come alla nuova frontiera.
                                                                            Distinti saluti Mauro Favilla

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Ecco come il “modello Lucca” è diventato capitale dei disoccupati