Senza il provocatore Celentano Sanremo torna alla solita noia

Senza il provocatore Celentano Sanremo torna alla solita noia

SANREMO – Dopo la trionfale prima serata, il Festival di Sanremo viene commissariato. Colpa di Adriano Celentano, colpa dei suoi attacchi a destra e sinistra. Tutto prevedibile, si dice in sala stampa, ma anche per le strade di Sanremo. Un po’ come i controlli della Guardia di Finanza nella cittadina rivierasca, quindi. La seconda serata va lentamente oltre la mezzanotte e mezza senza che ci sia un minimo momento di reale euforia. Bisogna sperare che torni Celentano? Purtroppo sì.

Dopo le invettive del Molleggiato contro Famiglia Cristiana, Avvenire e chi più ne ha più ne metta, Sanremo è tornata a parlare di Festival. Finalmente le canzoni diventano protagoniste. Si inizia con Nina Zilli, una delle favorite, per poi continuare con Arisa, che raccoglie svariati apprezzamenti per il look più sobrio del normale. Il ritmo è leggermente più veloce della serata precedente, ma il sentore di Twitter è che non ci siano margini di miglioramento. Gli sketch sono lenti, telefonati e tutto ha il sapore di minestra riscaldata.

Finalmente si palesa poi sul palco Ivana Mrazova. Non se ne sentiva la mancanza. E tutto sommato, l’impressione del pubblico è che tutti poteva risparmiarsi il siparietto collarrino-cervicalgia-ritardi infiniti. Ma Sanremo è anche questo. La Ivana è però riuscita a rendere simpatiche perfino Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Soprattutto quest’ultima, ha fatto discutere più di tutti i cantanti. La regia del Festival le inquadra lo spacco dell’abito e su Twitter si scatena il toto-slip: li ha o non li ha? Dopo un’ora, è la stessa Belen che spiega che sì, ha gli slip. Dai cannoni di Celentano alle farfalle di Belen, Sanremo 2012 è anche questo.

E dire che le premesse c’erano tutte. Su Twitter il Festival è stato commentato all’inverosimile, contribuendo pure a rilanciare l’evento fra i più giovani. Eppure, fra le critiche più aspre c’è stata proprio la scarsa attenzione che l’organizzazione del Festival ha riservato ai social network. L’idea più divertente, seppure non ufficiale, è e rimane quella dei ragazzi del Il Fatto Quotidiano, Federico Mello e Andrea Scanzi, che si sono inventati OccupySanremo. Bastava poco per fare qualcosa di innovativo. Sarà per il prossimo anno.

La più grande delusione della serata, forse, è stata la mancanza di un vero e proprio mattatore. Celentano non c’è più e i Soliti Idioti, cioè Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, sono strozzati dal commissariamento preventivo di Lorenza Lei, direttore generale di Viale Mazzini. Twitter non perdona e si annoia, come prima, più di prima. «Questa serata sembra essere senza senza», dicono in tanti. La mancanza del Molleggiato si fa sentire e non bastano Mandelli e Biggio a risolvere la situazione. E dire che ci provano in ogni modo, perfino cantando una canzone dal titolo “Omosessuale” intorno a mezzanotte. Biggio finisce per baciare in bocca Morandi, che è spaventato dal responso dei vertici della Rai, dopo il commissariamento. Poche le risate, in sala stampa, in platea e a casa. Di contro, Twitter invoca Rocco Papaleo, messo invece in disparte. Peccato, perché è una delle poche sorprese di questo Festival.

L’impressione che la censura preventiva abbia colpito Sanremo è elevato. Del resto, era quello che a Viale Mazzini volevano, dopo il clamore della prima serata. Eppure, lo spettro di Celentano continua ad aleggiare sull’Ariston. Non è escluso che possa intervenire anche altre serate. Quasi sicuramente, sarà presente per l’ultima serata di sabato. Intanto, la noia avanza. Perfino Martin Solveig, uno dei maggiori dj internazionali, fugge dopo uno sketch a dir poco imbarazzante con un povero Papaleo costretto a fare il dj. Pare che Solveig si sia sfogato in modo furioso per il trattamento ricevuto sul palco da Morandi, che a malapena sapeva chi fosse. E in tutto questo marasma, qual è stato il momento più emozionante? Quello della sigla di chiusura.

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria
 

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