Discarica a Villa Adriana, una festa per dire no

Discarica a Villa Adriana, una festa per dire no

No, non qui. Non a 700 metri da Villa Adriana. Insomma, no alla discarica temporanea di Corcolle, che sarebbe vicinissima a Tivoli e al sito archeologico che – ne consegue – sarebbe deturpato. È il senso di Save Italy, manifestazione voluta da Philippe Daverio per il primo maggio e organizzata insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Un progetto che prevede l’apertura al pubblico di Villa Adriana, Villa d’Este e Villa Gregoriana al prezzo di un euro. Non solo: i visitatori avranno accesso gratuito alla tenuta del principe Urbano Barberini e a uno dei capolavori dell’architettura dell’antica Roma: il Ponte Lupo. Da qui passavano le acque che arrivavano fino all’Urbe. L’obiettivo è sensibilizzare le persone, aprire le porte e far conoscere cose e luoghi che sarebbero rovinati dalla discarica di Corcolle. E, visto che secondo molti politici con la cultura non si mangia, ci saranno anche assaggi di prodotti tipici della zona – dal pecorino, prodotto dal caseificio Ena, a porzioni di pasta fredda, panini con salsiccia, fave e dolci –

Philippe Daverio sarà presente tutto il giorno, discuterà sul paesaggio, sulla scelta della discarica e, in generale, su come si può fare per salvare i monumenti del paese. L’iniziativa segue gli sviluppi dell’annosa vicenda della spazzatura di Roma e dei paesi vicini, che sta diventando un’emergenza. Sembra che l’ipotesi di costruire una discarica a Monte Carnevale, vicino all’Ottavo Colle, è stata sommersa da una selva di veti incrociati. E allora riecco in campo l’idea di Corcolle e di Riano, i siti vicini a Tivoli e a Villa Adriana.

Per gli organizzatori sarebbe l’ennesimo scempio ai beni storici e culturali del Paese, una ferita nella bellezza – e delle attività – della zona. E, ancora, una dimostrazione di mancanza di rispetto del paesaggio, dell’estetica, dei beni italiani. Contro tutte queste cose, domani ci sarà la manifestazione. Per non seppellire i tesori nell’immondizia. 

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