Va’ pensieroQuando Giscard disse a Mitterrand: «Lei non ha il monopolio del cuore»

Quando Giscard disse a Mitterrand: «Lei non ha il monopolio del cuore»

Parigi. “Rugueux”, cioè ruvido. François Hollande, in una intervista a le Parisien, dichiara di aspettarselo così il dibattito televisivo che stasera  lo opporrà a Nicolas Sarkozy. “Visti i toni della campagna…” aggiunge il candidato socialista, il quale dichiara comunque di sentirsi “pronto”.

Il dibattito sarà uno solo (come voleve Hollande) e non tre, come aveva chiesto Sarkozy la sera stessa del 22 aprile, dopo il primo turno delle elezioni. I due rivali si incontreranno in uno studio televisivo di La Plaine-Saint-Denis per rispondere alle domande di Laurence Ferrari e David Pujadas. Sono due dei volti più noti della televisione francese. Lei conduce il Tg delle 20 di Tf1, lui presenta alla stessa ora il Tg di France2. L’evento sarà molto seguito. Nel 2007 il dibattito fra Sarkozy e Segolène Royal tenne incollati allo schermo 20 milioni di francesi.

Da quando esiste la V Repubblica si è sempre svolto un solo dibattito, prima del secondo e decisivo turno. Fa eccezione un dibattito radiofonico che risale al 25 aprile del 1974 quando Valery Giscard d’Estaing e François Mitterrand si confrontarono in diretta e alla presenza del pubblico negli studi di Europe1 alla vigilia del primo turno. Di quel duello radiofonico restano alcune battute. Mitterrand: “Io non sono Flaubert”, Giscard: “Forse gli elettori vi consentiranno di diventarlo”. Mitterrand: “Lei è stato undici volte ministro”, Giscard: “No, lei. Lei lo ha fatto undici volte, le ho contate”.

I due candidati si affrontarono di nuovo, questa volta davanti alle telecamere, il 10 maggio, prima del ballottaggio. Di quella serata è rimasta nella storia la risposta di Giscard all’accusa di essere il difensore dei privilegiati: “Vous n’avez pas le monopole du coeur, monsieur Mitterrand” (lei non ha il monopolio del cuore, signor Mitterrand). Quella frase, secondo gli osservatori, affondò il candidato socialista. Lo stesso Valery Giscard d’Estaing, pochi giorni fa, lo ha confermato in una intervista. “Mitterrand”, ricorda Giscard, “una volta mi ha confidato che quella mia frase lo ha destabilizzato e lo ha lasciato senza fiato. Era convinto che la mia risposta gli fosse costata almeno 300 mila voti”. Infatti divenne presidente Giscard.

Sette anni dopo, il 5 maggio 1981, i due si ritrovano attorno a un tavolo davanti alle telecamere. Questa volta il vento soffia in favore di Mitterrand. Il candidato socialista infilza il presidente in carica con questa frase: “Sette anni fa lei mi ha accusato di essere l’uomo del passato. Ma nel frattempo lei è diventato l’uomo del passivo”. Vincerà Mitterrand.

Il presidente socialista si ricandida sette anni dopo e ha come sfidante Jacques Chirac, allora primo ministro in coabitazione. Il confronto si svolge il 28 aprile 1988. Memorabile questo scambio di battute, tra gli evergreen degli archivi della televisione francese. Chirac: “Noi siamo due candidati in condizione di eguaglianza, perciò mi permetta di chiamarla monsieur Mitterrand”. Mitterrand: “Lei ha perfettamente ragione, monsieur le premier ministre”. Mitterrand resta altri sette anni all’Eliseo.

Chirac si ripresenta nel 1995 e ha gioco facile contro il candidato socialista Lionel Jospin. Nel dibattito televisivo Jospin sostiene la proposta di passare da un mandato presidenziale di sette anni a uno di cinque (come poi sarà stabilito dal 2002).”Meglio cinque anni con Jospin che sette anni con Chirac”, dice Jospin davanti alle telecamere, ma al ballottaggio si fermerà al 47 per cento.

Nel 2002 il dibattito salta perché Chirac non vuole confrontarsi con Jean-Marie Le Pen che al primo turno ha scalzato a sorpresa Lionel Jospin. Il confronto televisivo ritorna sugli schermi il 2 maggio 2007 e per la prima volta vede protagonista una donna, la candidata socialista Ségolène Royal (allora ancora compagna di Hollande). Il dibattito con Sarkozy è piuttosto animato. Lei attacca, aggressiva e altera, mentre lui gioca in difesa. I telespettatori assistono a scambi come questo. Sarkozy: “Si calmi e non mi punti addosso l’indice”. Royal: “No, non mi calmerò”. Sarkozy: “Per fare il presidente della Repubblica bisogna essere calmi”. E qualche minuto dopo. Sarkozy: “Non capisco perché madame Royal, di solito calma, si è innervosita”. Royal: “Non sono innervosita, sono incollerita. Non è la stessa cosa, perché esistono delle collere molto sane e molto utili”. Vincerà il più calmo Sarkozy. Ma cinque anni dopo le parti potrebbero rovesciarsi. Questa volta Sarkozy parte in svantaggio e perciò si prevede un presidente all’attacco, pronto al colpo basso. Vedremo se Hollande riuscirà a parare i colpi esibendo la sua “forza tranquilla”.