Bulgaria, esplode bus di turisti. Almeno 8 israeliani morti

Bulgaria, esplode bus di turisti. Almeno 8 israeliani morti

Almeno 8 morti e una trentina di feriti. È questo il primo bilancio dell’esplosione che ha dilaniato un autobus colmo di turisti israeliani, circa 40 su 45 passeggeri, all’aeroporto Sarafovo di Burgas, in Bulgaria. Secondo il quotidiano Haaretz e la radio di Stato bulgara si tratterebbe di un attentato. Il ministero degli Esteri di Israele sta verificando le cause dell’evento e non ha escluso alcuna possibilità. «Non possiamo confermare la nazionalità dei passeggeri né le cause di quello che sembra un attentato, almeno per ora», hanno spiegato le autorità bulgare. Nel frattempo, il premier bulgaro Boiko Borisov e il ministro dell’Interno Tsvetan Tsvetanov si sono recati nella località del presunto attentato, mentre i servizi d’emergenza d’Israele si sono adoperate per inviare i primi soccorsi in Bulgaria. Dietro l’attacco, ci sarebbe l’Iran. 

La colonna di fumo dall’autobus esploso fuori dall’aeroporto Sarafovo di Burgas

«Un vile atto di terrorismo». Così il sindaco di Burgas, Dimitar Nikolov. Non ci sono ancora rivendicazioni, ma Nikolov è sicuro. Secondo la principale agenzia stampa del Paese, Novinite, sul bus erano presenti «quasi esclusivamente turisti israeliani». Per ora i feriti, almeno 18, sono stati trasferiti negli ospedali più vicini. Nel frattempo, i contatti fra la polizia bulgara, il servizio di intelligence del Paese e le autorità israeliane sono iniziati. I passeggeri del bus arrivavano da Tel Aviv ed erano diretti nella località di villeggiatura bulgara, vicino al Mar Nero e celebre per i suoi locali notturni. Organizzato dal tour operator “Kavei Hufsha”, il volo era atterrato alle 16:50, mentre l’esplosione è avvenuta intorno alle 17:30. A bordo circa 150 persone, fra cui un cittadino americano e uno sloveno. 

Secondo la radio militare israeliana, si sta indagando su un possibile atto kamikaze. Invece, il sindaco Nikolov, parlando ai giornalisti accorsi sul posto, ha evidenziato che «è possibile che la bomba fosse sotto il pianale del bus». Le prime ricostruzioni parlano di un’esplosione accorsa pochi minuti dopo la partenza del bus dal terminal aeroportuale di Burgas. Pertanto, il veicolo era già pieno. L’eventuale attentatore sarebbe salito sull’autobus insieme ai turisti. 

L’ipotesi dell’attentato è quella più probabile, secondo il servizio di intelligence israeliano. Del resto, l’atto di Burgas arriva nell’anniversario dell’attentato di Buenos Aires del 1994, quando l’obiettivo fu l’Associazione di mutuo soccorso ebraico. Anche in quel caso fu una bomba piazzata su un veicolo, che provocò 85 morti e 300 feriti. A tal proposito il ministro israeliano degli Affari esteri, Avigdor Lieberman, ha declinato ogni commento, spiegando che, prima di arrivare a delle conclusioni, preferisce attendere le verifiche del suo corrispettivo bulgaro Nickolay Evtimov Mladenov. 

«La tempistica, la modalità e l’obiettivo lascia intendere che sia colpa del terrorismo islamico, tutte le piste in questo senso sono aperte», spiegano a Linkiesta fonti diplomatiche. È per questo motivo che la Israel Airports Authority ha chiesto alle autorità europee di imporre temporaneamente maggiori controlli per i voli da e verso Israele. «Sono misure normali, che però devo essere richieste immediatamente, qualora ci sia il timore di un attentato», continua la fonte diplomatica. Per il momento, nessuna rivendicazione, ma piena solidarietà da parte della comunità internazionale.

Una polemica è però esplosa. Da mesi i servizi segreti israeliani e russi aveva avvertito le autorità bulgare sul crescente rischio di attentati. Come riporta Novinite, «questi allarmi sono stati ignorati e considerati come eccessivi dal governo». Purtroppo, anche in questo caso, non ci sono conferme ufficiali dal ministero degli Affari esteri israeliano. 

Nel frattempo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parla di attentato e attacca l’Iran, spiegando che la risposta sarà fiera. «Teheran è responsabile per l’attacco terroristico in Bulgaria. Non abbiamo paura, le ritorsioni ci saranno e saranno pesanti», ha spiegato Netanyahu. La tensione fra Israele e Iran, calmierata negli ultimi mesi dopo un finale di 2011 in netto incremento, è destinata a tornare oltre i livelli di vigilanza, se le parole del premier israeliano troveranno conferma. 

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