Dopo le parole di Draghi in arrivo nuove parole, alla Ue serve tempo

Dopo le parole di Draghi in arrivo nuove parole, alla Ue serve tempo

Come un mese fa, è iniziata l’ennesima settimana che dovrebbe salvare l’eurozona dal collasso. Gli occhi di investitori e policymaker sono puntati sulla riunione di giovedì della Banca centrale europea (Bce). Gli investitori si attendono un seguito alle parole del presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, pronunciate durante la Global Investment Conference a Londra la settimana scorsa, in cui si rimarcava che sarebbe stata fatta qualsiasi cosa per salvare l’euro. Eppure, più crescono le aspettative degli operatori per la prossima mossa della Bce, più avanza l’idea che queste sono ingiustificate. Per ora, forse, potrebbero bastare altre parole.

Tutti per l’euro. Dalla Francia alla Germania, passando per la Commissione europea e la Bce. Nessuno vuole un collasso, tutti vogliono una rinascita della moneta unica. A patto, spiega Berlino, che non ci siano colpi di testa verso una collettivizzazione dei debiti. È questo ciò che ha rimarcato stamattina il portavoce del governo tedesco Georg Streiter: «C’è piena fiducia nell’indipendenza delle operazioni della Bce». Come successo un anno fa, quando venne attivato il Securities markets programme (Smp), lo speciale programma di acquisto bond sul mercato secondario, Berlino vuole vederci chiaro e avere garanzie che non vengano violati i poteri della Bce. Porte chiuse, invece, per eurobond e strumenti di mutualizzazione del debito.

I fatti sono pochi, ma noti. Gli strumenti a disposizione dell’eurozona sono tre, almeno per ora. C’è il fondo salva-Stati temporaneo, lo European financial stability facility (Efsf), che ha tuttavia una potenza ridotta rispetto al principio. Dai 440 miliardi di euro di dotazione iniziale bisogna infatti sottrarre i circa 200 miliardi utilizzati per i salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo. Non solo. Per il piano di salvataggio del sistema bancario della Spagna, 100 miliardi di euro, si attingerà proprio dallo Efsf. Rimangono quindi circa 140 miliardi di euro. Nel memorandum che Madrid ha firmato per il programma di aiuti è contemplato anche l’uso dello Efsf per un supporto sul mercato obbligazionario, ma questo dovrà essere richiesto in separata sede. C’è poi lo European financial stabilisation mechanism (Efsm), che aveva 60 miliardi di euro di dotazione. Difficilmente sarà utilizzato negli eventuali salvataggi, ma nulla si può escludere. Infine, il fondo salva-Stati permanente, lo European stability mechanism (Esm). Dotazione massima di 500 miliardi di euro, attivazione vincolata al giudizio della Corte costituzionale tedesca previsto per il 12 settembre. Come lo Efsf, anche questo strumento potrà intervenire sul mercato obbligazionario primario (le aste del Tesoro, per intenderci) e secondario. Anche in questo caso, il tempo non aiuta. In agosto la Spagna dovrà scendere sui mercati con dieci aste, mentre l’Italia, con il collocamento di oggi, fino al 27 agosto sarà libera da oneri di rifinanziamento. I rendimenti dei bond iberici sono calati rispetto ai massimi della scorsa settimana e, come ribadito dalla Germania, per un intervento sui mercati occorrono delle giustificazioni. Possibile quindi che si attenda l’esito dei collocamenti di agosto per valutare al meglio un acquisto di obbligazioni iberiche.

L’arma più forte per la salvaguardia della zona euro rimane la Bce. Il ventaglio di possibilità è elevato. Si va dal Securities markets programme di cui abbiamo parlato poco sopra, a un nuovo taglio dei tassi, passando per soluzioni ancora inesplorate, come l’acquisto di corporate bond o altre operazioni di rifinanziamento a lungo termine (Long-Term refinancing operations, o Ltro). «L’obiettivo è prendere tempo», ha sottolineato la scorsa settimana il think tank londinese OpenEurope. E per fare ciò, come si è visto la scorsa settimana, sono sufficienti due cose: chiarezza d’intenti e unità. Entrambe sono arrivate. La prima da Draghi, la seconda dal resto dell’eurozona, Germania compresa, che ha sottolineato la piena condivisione della visione del numero uno della Bce.

Su cosa emergerà in questa settimana le banche d’investimento sono divise. Secondo il Crédit Agricole «nulla può essere escluso nel breve termine». Che sia una riattivazione del Smp o che sia un allentamento dei requisiti per i collaterali presso la Bce, il Crédit Agricole ritiene che la banca centrale europea non abbia alcun tabù nell’agire fino ai limiti del suo statuto e del suo mandato, cioè la stabilità dei prezzi. Chi invece non considera probabile l’uso del Securities markets programme è Goldman Sachs. La banca americana sostiene infatti che, almeno nel caso della Spagna, è più probabile che l’acquisto dei bond da parte della Bce sia sottoposto a una richiesta formale di sostegno allo Efsf, in modo da avere un memorandum d’intesa.

«È una questione di sicurezza», spiegano gli analisti di Goldman Sachs, che rimarcano come, nonostante Efsf e Bce siano due entità separate, stanno agendo di fatto all’unisono. «Con il memorandum siglato, per la Bce potrebbe essere più semplice politicamente convincere la Germania che l’acquisto di bond governativi non è rischioso», scrive Goldman Sachs. Diversa ancora l’opinione di Deutsche Bank. Per la più grande banca tedesca non ci sarà né un taglio dei tassi né un nuovo Ltro. «Considerando la dinamica del mercato interbancario e la massa monetaria M3 fatta segnare in giugno nell’eurozona, riteniamo improbabile che ci possa essere un’altra operazione di rifinanziamento a lungo termine», fa notare Deutsche Bank. Di contro, è più probabile che Draghi elabori in modo più specifico il suo discorso londinese, un modo per prendere tempo in vista della decisione della Corte costituzionale tedesca a settembre.

Un motivo per dormire sonni tranquilli, sebbene sia ancora una volta la settimana cruciale per l’euro, c’è. La cancelleria del ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schäuble ha comunicato che quest’ultimo andrà in vacanza come previsto. Proprio come il cancelliere tedesco Angela Merkel. Del resto, ci sono ragioni per le quali conviene preoccuparsi? 

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