L’ufficio nomine di Lombardo non chiude mai

L’ufficio nomine di Lombardo non chiude mai

«Siamo da diverso tempo in una situazione economica drammatica dagli esiti incertissimi e la Sicilia in questo frangente è come il manzoniano vaso di terracotta». Parola di Giovanni Coppola, procuratore generale della Corte dei Conti per la regione siciliana, che nella sua relazione all’udienza pubblica del giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2011 presentata venerdì, ha descritto una regione sull’orlo del fallimento:«Se lo stato centrale non fornisce adeguati mezzi finanziari, i siciliani continueranno a vivere nell’arretratezza delle proprie vetuste risorse infrastrutturale». Ad essere attaccato duramente dalla Corte dei conti è l’attuale governo regionale, presieduto da Raffaele Lombardo, perché serve « un nuovo, realistico impulso a quelle misure, pur previste da recenti obiettivi regionali, ai cui obiettivi di risanamento dell’economia non sono seguiti sino ad oggi risultati apprezzabili».

Ma Lombardo rispedisce le accuse al mittente:«La Corte ha riconosciuto i nostri sforzi che hanno ricondotto la spesa corrente ai livelli del 2000». E’ vero: ci sono stati dei segnali positivi, come ad esempio il rispetto del patto di stabilità e la riduzioni del 77% del deficit d’esercizio della Sanità. Ma tutto ciò non basta per la Corte, che ha invocato un “tutoraggio” da parte dello Stato italiano:«Occorre un affiancamento regionale gestionale e di monitoraggio condiviso sulla base di un piano pluriennale concordato».

Insomma musica per le orecchie dei siciliani, ormai assuefatti dalla “cattiva” politica regionale. Eppure Raffaele Lombardo, governatore regionale ancora per qualche settimana, «mi dimetterò il 28 luglio» (dixit il 26 aprile), continua ad occupare tutte le poltrone ancora a disposizione. L’enunciato del “teorema-Lombardo” è il seguente:«La formula vincente dell’Mpa? Quella di dare un ruolo, un riconoscimento, a tutti coloro che si sono impegnati per noi», avrebbe detto un ex collaboratore del governatore qualche settimana fa. E da quel famoso 26 aprile scorso, «ogni scelta d’ora in poi, sarà mirata alla conquista del consenso e al rafforzamento del territorio». Parola di un deputato dell’innercicle di Lombardo. 

Così è stato. «Con le ultime nomine di tre dirigenti disposte in un insolito sabato lavorativo», scriveva l’edizione palermitana di Repubblica, Lombardo avrebbe toccato quota 100 nomine in due mesi. Un numero spaventoso, sopratutto se pensiamo al fatto che Raffaele Lombardo fra qualche giorno non sarà più il presidente della regione. Ma Lombardo vuole utilizzare gli ultimi giorni da presidente in carica per fa ripartire la macchina elettorale “autonomista” in vista delle regionali dell’ottobre prossimo.

Così ha colonizzato di tutto e di più: dall’Energia alle Fiere, dal cinema all’agricoltura, dalla finanza al vino. Basta dare uno sguardo alle designazione di Palazzo D’Orleans per comprendere i requisiti necessari. Il criterio è sempre quello della vicinanza politica o dell’amicizia, da affiancare (eventualmente) alla competenza.

C’è l’agronomo di fiducia Claudio Raciti, posto a capo dell’Arsea, uno di quegli fantasma e inutili, raccontati qualche settimana su Linkiesta. Raciti è anche il tecnico dell’impresa agricola della moglie del governatore, Saveria Grosso. A guidare l’Aran Sicilia, altro ente che inizialmente era stato indicato tra quelli da sopprimere, c’è l’avvocato Claudio Alongi. Un libero professionista sconosciuto? Macché. Alongi è il marito di Patrizia Monterosso, attuale capo di gabinetto del Presidente della Regione. E’ stato confermato anche Giuseppe Pisano, come commissario dell’ex Asi di Gela. Quando Lombardo era parlamentare europeo, Pisano ha ricoperto il ruolo di collaboratore a Bruxells.

Pippo Greco, capo della segreteria di Lombardo, «è stato premiato con un posto in Sviluppo Italia Sicilia», e con una nomina, proprio oggi ratificata, come consigliere dell’Irsap, l’ente che sostituirà le Asi. Stessa storia per la segretaria particolare del governatore, Agata Rosano. A lei, fra le più fedeli del presidente, «una di quelle che fissa la road map di Lombardo», una poltrona nel cda di “Riscossione”.

Stessa musica anche per il nuovo commissario liquidatorio dell’Ente Acquedotto siciliano: si tratta di Dario Bonanno, ex consigliere comunale di An, ex vice presidente dell’Amap, entrato nell’Mpa seguendo Francesco Musotto e candidato alle ultime amministrative di Palermo.

Perché fra le recenti nomine ci sono anche gli sconfitti delle ultime amministrative di maggio. Pensiamo al candidato sindaco di Palermo, Alessandro Aricò, sostenuto da Mpa-Fli-Api-Mps. Dopo la pesante sconfitta, Lombardo ha voluto premiare Aricò. Come? Il deputato di Fli è stato nominato assessore regionale al territorio. Stesso discorso per l’esponente dei movimenti civici dell’Api Antonio Tito, che si è speso per la campagna elettorale di Aricò. A lui la presidenza di Sicilacque. A Nino Scimemi, già capo di gabinetto del governatore, Lombardo ha voluto riservare la guida di Italkali.

Una chicca è stata quella che ha avuto come protagonista Antonio Rizzotto, ex deputato regionale dell’Mpa e presidente della commissione Sanità all’Ars nella scorsa legislatura. Rizzotto era stato indicato come presidente di Lavoro Sicilia, una delle società regionali che animano il sottogoverno di Palazzo D’Orleans. «Ma Rizzotto al momento dell’insediamento ha dovuto rinunciare perché la nuova carica sarebbe stata incompatibile con il suo impiego di dirigente comunale». E allora Rizzotto avrebbe chiesto a Lombardo di nominare la compagna, Salvina Profita, che di professione fa la psicologa.

Sullo sfondo «tredici consulenze» assegnate dalla giunta regionale da aprile ad oggi, per una spesa di 100mila euro da spalmare in tre/quattro mesi. Ovviamente anche qui le consulenze spettano ad ex collaboratori, “amici di amici” ed ex politici.

E per finire sabato si è riunita la giunta per ratificare la nomina di altre 3 dirigenti regionali. Salvatore Sammartano, quota Mpa, già a servizi finanziari dell’assessorato alla Salute, che guiderà il dipartimento regionale della pianificazione strategica dello stesso assessorato. Antonio Lo Presti, quota Fli, diventerà dirigente generale del dipartimento della pesca. E Vincenzo Di Rosa, vicino al deputato regionale dell’Mpa Roberto Di Mauro, sarà il nuovo dirigente generale del dipartimento aziende regione foreste. E oggi a margine di una conferenza stampa Lombardo respinge le accuse che gli rivolge “certa stampa”:«Quando un direttore va via, va sostituito, stessa cosa per i commissari. Abbiamo il dovere verso gli elettori di non lasciare settori scoperti alla faccia di qualche giornalista che, piuttosto che fare il suo mestiere, fa lotta politica e operazioni di killeraggio». 

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