Portineria MilanoForza Nord? Formigoni ci crede, Tremonti guarda, Maroni si sfila

Forza Nord? Formigoni ci crede, Tremonti guarda, Maroni si sfila

L’incontro è stato la scorsa settimana. In un ufficio della Torre Velasca a Milano si sono ritrovati il presidente di regione Lombardia Roberto Formigoni, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il segretario federale della Lega Nord Roberto Maroni: tre che non si sono mai amati. Sul tavolo le prossime elezioni politiche, la legge elettorale e lo sfaldamento del Popolo della Libertà. A organizzare la chiacchierata è stato il governatore lombardo, sotto pressione per le indagini della magistratura sul caso Daccò, ma comunque battagliero nel rilanciare una sua proposta politica sul territorio. Il piatto forte è quello che il quotidiano Libero va scrivendo da circa una settimana: il progetto di Forza Nord, una sorta di «cappello» o lista civica in vista della tornata del 7 aprile dove potrebbero confluire svariate anime della politica settentrionale con le loro rispettive liste.

Tutto, ovviamente, passa attraverso la nuova legge elettorale che dovrebbe prendere forma nelle prossime settimane. Tra sbarramenti e percentuali il cantiere è ancora in alto mare. Formigoni ha rilanciato la proposta anche su twitter nei giorni scorsi, ma al momento non sembra trovare risposte affermative dagli altri due interlocutori. Eppure il bacino elettorale del terzetto potrebbe essere lo stesso. E secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro prenderebbe «milioni di voti». L’obiettivo? «Riconquistare i ceti produttivi settentrionali accreditandosi come l’interlocutore naturale di chi sul territorio crea ricchezza” (copyright Maroni).

Intanto Tremonti lancerà domenica a Riccione il suo progetto politico. Sul nome le ipotesi sono due: «Lista Libertà e Lavoro» (3L) oppure «Avanti Insieme», di estrazione socialista e cattolica. L’ex numero uno del Tesoro sta a guardare. E’ convinto – dicono i suoi – di poter far bene arrivando a un buon 5%, ma sa che dovrà trovare sponde e alleanze per sfondare. Maroni invece ha da poco messo a nuovo il Carroccio dopo gli scandali sull’ex tesoriere Francesco Belsito. Alle prossime elezioni vorrebbe presentarsi con un simbolo nuovo che potrebbe contenere riferimenti al Nord. Nelle scorse settimana era rimbalzata la notizia che sarebbe stato accantonato il termine «Lega», tanto che in alcuni articoli Bobo è stato definito segretario di «Prima il Nord», slogan degli ultimi Stati Generali del Lingotto di Torino.

In via Bellerio ci stanno lavorando, ma il progetto potrebbe essere simile a quello del 2000 quando il gruppo al Senato prese la denominazione Lega Forza Nord Padania: ora potrebbe essere Lega Prima il Nord. E’ probabile che Maroni lanci una sorta di referendum interno, come fece Umberto Bossi nel 1999, quando il Senatùr chiese proprio ai militanti quale nome preferivano. Ma se dovesse essere il Celeste a lanciare la sua lista Forza Nord cosa potrebbe succedere?

Dei tre il più in difficoltà è sicuramente Formigoni. Il Celeste sa che nel nuovoprogetto politico di Silvio Berlusconi – dopo lo scioglimento del Pdl – sarà difficile trovare spazio. Le indagini sul San Raffaele e sulla Fondazione Maugeri continuano. Gli attriti con il Cavaliere sono in corso ormai da anni e negli ultimi mesi di incontri ce ne sono stati pochi. Per questo motivo, Formigoni, insieme con la sua Rete Italia – sorta di fondazione dove ci sono anche Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini – sta radunando le truppe in vista delle prossime mosse dell’ex presidente del Consiglio. La partita è in evoluzione. Anche perchè un certo Oscar Giannino, con il suo Fermare il Declino, sta facendo incetta di militanti scontenti tra le varie fazioni. 

In ogni caso, il nuovo «centrodestra italiano» di Berlusconi – se così si chiamerà – non è chiaro quali attori avrà all’interno e dove voglia andare a parare. Di certo potrebbe risultare difficile la convivenza tra Daniela Santanchè e lo stesso Formigoni, come tra gli ex azzurri di Forza Italia e gli ex aennini di Ignazio La Russa. Sotto il fiume Po’ il sindaco di Roma Gianni Alemanno sta lavorando in tandem con il governatore lombardo: insieme a Gianfranco Miccichè e Adriana Poli Bortone vogliono creare anche nel meridione una formazione politica che potrebbe chiamarsi Forza Sud.

Molto dipenderà da quello che vorrà fare Berlusconi. Formigoni ne ha parlato in un’intervista Libero, dicendo che il leader di Forza Nord non sarà il Cavaliere ma che lo decideranno tutti insieme. Ma l’ex presidente del Consiglio ci sarà? E Corrado Passera, ministro allo Sviluppo economico è un nome spendibile? Maroni, dal canto suo, prende tempo. Mercoledì lo ha pure detto a Belpietro durante un’intervista in televisione.  «Tremonti è una persona che stimo, con cui ho collaborato molto», ha risposta, ma «noi trattiamo con i partiti, non con le persone. Vediamo cosa farà». Per adesso Bobo sta trattando con Formigoni, per i deboli equilibri di regione Lombardia. 

C’è chi dice che il governatore possa durare fino al 2015 forte di un patto Lega-Formigoni. Un leghista di peso spiega: «Bisognerà stare attenti, perché la caduta della regione potrebbe essere molto rapida, il caso di Fiorito nel Lazio ha fatto a tutti una certa impressione. Forza Nord al momento non ci convince, temiamo sia una copia del Pdl». In ogni caso il crollo del primo partito di centrodestra lascia aperto uno spazio enorme nella politica italiana, in particolare nelle regioni settentrionali, dove le piccole e medie imprese fanno fatica a superare la crisi economica.