
«I quindici grillini che entreranno all’Ars prima di comprendere i meccanismi del Parlamentino impiegheranno parecchio tempo. Almeno sei mesi». Un dirigente democratico non ha dubbi: «Saranno spaesatissimi. All’Ars non si scherza. Poi vedrete». All’indomani delle elezioni siciliane, che hanno visto premiare l’ex comunista-omosessuale Rosario Crocetta, i partiti tradizionali, dal Pd al Pdl, passando all’Udc e a Grande Sud, mostrano una certa spavalderia, e non sono affatto preoccupati dalla presenza dei grillini all’Ars: «Saranno il gruppo con più deputati, ma il Parlamentino è in mano ai partiti tradizionali. Vedrete, ce li mangeremo». Grillini avvisati.
Nell’attesa di vedere come andrà finire, i quindici neoeletti del Movimento Cinque Stelle preparano l’ingresso a Sala D’Ercole. Ieri mattina, a pochi metri da Palazzo dei Normanni, presso l’associazione culturale Palab, c’è stata la prima conferenza stampa del M5S, con i quindici neodeputati. Una conferenza stampa innovativa, dinamica, diretta, senza formalismi, con uno speaker a presentare i “prescelti” dal popolo siciliano, e con il candidato alla presidenza della Regione, il nisseno Giancarlo Cancelleri, a far da padrone di casa. «Ammazza se so giovani», dicevano alcuni dei presenti. Del resto, nessuno ha più di 50 anni, la più giovane è Gianina Ciancio, eletta con 2.700 preferenze nel collegio di Catania, ed è nata il 7 maggio del 1990. «Ma è come mia figlia», sussurrava una signora, curiosa.
Come stabilito, «gli eletti del M5S non si fregeranno del titolo di “onorevole”». Anzi. «Ci potrete chiamare per nome senza alcun problema, noi siamo come voi». Ed eccoli al Palab di Palermo, ancora emozionati, ancora inconsapevoli dell’impresa del Movimento Cinque Stelle. «Il risultato è inaspettato. Ma la gente ci ascolta: non è solo un voto di protesta», dice a Linkiesta Giancarlo Cancelleri.
Cancelleri è stato il più votato, con 10.553 preferenze, come deputato nel collegio di Palermo. Classe ’75, nisseno, sposato con Francesca, Cancelleri lavora come geometra presso una ditta specializzata nel settore metalmeccanico. Dal 2007 inizia l’avventura di attivista all’interno del Movimento di Beppe Grillo. «Mi sono sentito in dovere di ribellarmi in maniera civile contro il caro bollette inviate dall’ATO CL1 di Caltanissetta ed insieme ad alcuni miei concittadini abbiamo costituito un comitato contro il caro bollette e tutto questo mi ha permesso di entrare in contatto con una realtà piena di problemi, di rassegnazione ma anche di tanta voglia di ribellarsi di fronte a queste ingiustizie legalizzate».
Partecipa al primo V-Day, targato 8 settembre 2007, e da lì non abbandona più il percorso dell’ex comico. Si candida alle comunale del 2009 con la lista civica “Grilli Nisseni”, non entra in consiglio comunale, ma puntella dall’esterno in materia di acqua e rifiuti la giunta comunale di centrodestra della città di Caltanissetta.
Nel collegio di Trapani è stato eletto Sergio Troisi, un ingegnere elettronico che ha lavorato a Londra negli ultimi dieci anni. Single, laureato a Catania, da oggi dedicherà anima e corpo all’Assemblea regionale: «Spero di poter utilizzare le mie competenze tecniche», dice. Come è scattata la liason con il M5S? Semplice. «Quando sei all’estero l’unico modo per poter continuare le vicende italiane è internet. Grazie ad internet ho scoperto il M5S, ho preso contatti, ho partecipato sia al primo che al secondo V-Day. È stato tutto velocissimo…».
Valentina Palmeri, bionda con gli occhi azzurri, 36 anni, con 6.852 voti è stata eletta nel collegio di Trapani. Laureata in scienze naturali a Palermo, sposata con due figli di 5 e 3 anni, ha fatto la guida naturalistica e lavorato per diversi anni presso l’azienda di famiglia. «Nei miei limitati intervalli di tempo libero ho sempre coltivato passioni, interessi, sogni e obiettivi accomunati dal rispetto verso l’ambiente e gli animali, nella consapevolezza che stili di vita e scelte più rispettose per l’ambiente e responsabili siano la vera chiave per la risoluzione di molti problemi». Non è «mai stata in altri partiti», e per la regione Sicilia «sono convinta infatti che una via importante per il nostro futuro e benessere sia intimamente legato, oltre che al turismo, almeno localmente, ad un agricoltura nuova e non intensiva».
Nel collegio di Ragusa è scattato un solo seggio al Movimento Cinque Stelle, ed è toccato a Vanessa Ferreri. Nata a Vittoria, vive ad Acate, lavora presso un’attività commerciale, e «la mia esperienza di attivista nasce nel 2007, naturalmente fuori dalle barricate dei partiti politici, di cui ho sempre criticato il distacco di intenti tra eletti ed elettori». Una serie di iniziative delle quali è stata promotrice. Ad esempio, l’iniziativa nastro verde, una «campagna di sensibilizzazione agli automobilisti locali contro il parcheggio selvaggio, il rispetto delle norme di civiltà stradale e di vivibilità pubblica. Il nastrino verde, distribuito in più occasioni da pubblici gazebo insieme a una piccola brochure esplicativa dell’iniziativa, posizionato sulla vettura simboleggiava l’impegno al rispetto del codice della strada e della civile e pubblica convivenza».
E poi c’è anche un esperto di bilanci e tagli. Si chiama Giorgio Ciaccio, palermitano doc, nato il 2 novembre del 1981. Quando si parli di “tagli”, Cancelleri chiama subito Giorgio: «Bisogna partire da una riduzione dei costi della politica. Partendo da ciò poi potremo colpire. La nostra prima proposta di legge sarà la riduzione dell’indennità a 2.500 euro netti». L’imprenditore “di se stesso”, così come si definisce nel cv, è presidente della Società Natura Express s.r.l., che si occupa di alimenti naturali/biologici a km 0, con vendita online e non. Da oggi proverà a far conoscere le sue capacità imprenditoriali all’Assemblea regionale della Regione più sprecona d’Italia.
Un altro viso pulito, munito di pizzetto, che varcherà l’ingresso di Sala D’Ercole sarà Matteo Mangiacavallo, un quarantenne di Sciacca, che ha ottenuto nel collegio di Agrigento 2.997 preferenze. Un tecnico informatico, che lavora da circa dieci anni «in qualità di sistemista presso gli uffici giudiziari del circondario di Sciacca, Marsala, Caltanissetta ed Agrigento. Inizia l’attività nel sociale occupandosi di acqua pubblica, assumendo il ruolo di referente regionale del Forum siciliano dei Movimento per l’acqua. Prima di essere eletto spiegava così la sua scelta di candidarsi con il M5S: «La crisi del ruolo dei partiti in Italia e la conseguente ricerca di altre forme di aggregazione da parte dei cittadini, rende dunque fondamentale e preponderante il ruolo delle associazioni e del Movimento 5 Stelle, vere forme alternative di partecipazione attiva per lo sviluppo sociale e culturale di intere comunità, a qualunque livello territoriale. Provenendo dal mondo della società civile, metto a disposizione di esso, offrendo massima collaborazione con tutte le realtà sane del territorio che da me si sente rappresentato, la mia candidatura alla deputazione regionale siciliana».
Claudia La Rocca, una trentenne di Bagheria con una voglia matta di «poter cambiare lo stato delle cose della Regione». Fa parte del Movimento Cinque Stelle dal 2009, e all’interno del gruppo ha preso parte a diverse attività «dalla questione rifiuti all’acqua pubblica. «Penso di essere la prova che il cambiamento sia possibile». Il suo riferimento è Martin Luther King: «Non mi spaventa la violenza dei potenti, ma il silenzio degli onesti». E poi ancora Angela Foti, Francesco Cappello, Antonio Venturino, Salvatore Siragusa e Gianpiero Trizzini. Tutti giovani, impegnati nel sociali, distanti dai partiti, e convinti che questa volta la regione più sprecona d’Italia possa per davvero cambiare pagina.