
L’ultimo giorno della campagna elettorale si è chiuso all’insegna di Grillo, protagonista indiscusso di una campagna elettorale fiacca, e con una sfilata di big, da Casini a Fini, passando per Di Pietro e Alfano, che affollano cinema, sale convegni e piazze. Da oggi tutti in silenzio in attesa del voto di domani, 27 ottobre, che vedrà undici candidati sfidarsi per lo scanno più alto di Palazzo D’Orleans, e all’incirca 1.700 candidati lottare per i 90 seggi di Palazzo dei Normanni, sede del parlamentino regionale.
Ma veniamo all’ultimo giorno. Angelino Alfano preferisce convocare una conferenza stampa all’Hotel delle Palme di Palermo, nel centro del capoluogo. Il segretario politico del Pdl non si sbilancia, ammette che sarà un testa a testa fra Nello Musumeci e Rosario Crocetta. E minimizza sul fatto che lui si giochi parte della segreteria: «Non mi gioco tutto in Sicilia, ma sono certo che tutti quelli che vogliono la mia terra non governata dalla sinistra votino per Musumeci. È indispensabile non disperdere il voto tra altri candidati senza chance di successo». Insomma, dice tutto ma non dice niente. Poi, interpellato sul “fattore Grillo”, riconosce i numeri delle piazze di queste settimane, facendo anche un “meaculpa”: «Il successo nelle piazze di Beppe Grillo è sotto gli occhi di tutti, non bisogna negare o demonizzare il cosiddetto fenomeno dell’antipolitica. Il problema è che la politica non ha dato una buona prova di se stessa, ci sono politici che hanno dimostrato di non fare gli interessi di tutti ma i propri».
Pier Ferdinando Casini – in Sicilia l’Udc sostiene il candidato dem Rosario Crocetta – fa un breve tour, passando da Agrigento, Enna e Caltanissetta, perché «noi in questa campagna elettorale siamo all’annozero. Molto oltre le scelte del Presidente». D’altronde è il primo vero test dell’Udc senza i cuffariani, che hanno abbandonato il partito di Casini nel 2010 fondando il Pid (Popolari Italia domani). La domanda che gli pongono i cronisti è sempre la stessa: il popolo dell’Udc ha compreso l’alleanza Pd-Udc e voterà lealmente Crocetta? «Abbiamo fatto un’alleanza discussa, discutibile, ma la nostra gente credo l’abbia capita. È un dato che il Pd abbia scelto l’area moderata rispetto al programma della sinistra radicale», sbotta l’ex presidente della Camera da Caltanissetta. Ma guai a parlare di politiche del 2013, primarie del centrodestra o del Pdl: «Non è all’ordine del giorno. Da adesso a domenica gli sforzi dei militanti e dirigenti dell’Udc sono finalizzati a capire il voto dei siciliani e a orientarlo verso Crocetta. Vi confesso che per noi è importante questa duplice scelta. Dobbiamo fare di tutto affinché l’Udc si confermi in quest’isola elemento trainante dell’area moderata».
Nel tardo pomeriggio al Tiffany di Palermo a sostegno di Gianfranco Micciché arriva il presidente della Camera Gianfranco Fini. L’ex manager di Publitalia lo accoglie così: «Caro Presidente Fini, lunedì ti farò un regalo: la Sicilia». L’altro “Gianfranco”, Fini, gli risponde così: «Usando anch’io uno slogan, sono convinto che saranno in tanti a mettere una “crocetta” sul nome di Micciché». D’altronde, spiega Micciché, «la più grande delle minchiate è che io voti per Rosario Crocetta». Semplice.
Nello Musumeci preferisce concludere la campagna elettorale lontano dal capoluogo siciliano. Fa sei comizi in un pomeriggio (San Giovanni La Punta, Aci Sant’Antonio, Caltagirone, Palagonia, Scordia e Militello), chiudendo a mezzanotte nella sua Militello anche per motivi scaramantici. «La nostra vittoria sarà legale e senza condizionamenti. E so che noi siamo favoriti. Lo dimostra in fondo anche il comportamento di taluni avversari. Inviare lettere a precari, con indicazioni su chi votare, facendo intendere che la loro causa avrà una svolta positiva, è indecente, sopratutto umanamente, nei confronti dei cittadini». Critica Grillo, però lo rispetta: «C’è un grave deficit di progetto nel programma però io ho un grande rispetto per tutti. Non sarà sfuggito alla vostra attenzione il fatto che Grillo in questi giorni abbia avuto un atteggiamento improntato al rispetto nei miei confronti ed è un rispetto assolutamente reciproco». E infine fa un appello ai grillini per il post-voto visto che chi vincerà probabilmente non avrà la maggioranza per governare: «Dopodiché apriremo un confronto anche con i grillini al parlamento, con la sinistra, con l’opposizione, sulle cose da fare. Porrò tre, quattro priorità, chiederò ad altri di indicare priorità con carattere di emergenza assoluta e assieme, maggioranza ed opposizione, ci confronteremo per le cose da fare».
L’ultima giornata di Crocetta inizia a Castel di Tusa, un passaggio a Mazara del Vallo e Marsala, e poi la conclusione a Piazza Borsa a Palermo con un concerto dove si sono esibiti gli Almamegretta. «Per la prima volta nella storia della Sicilia una proposta di alternativa può diventare il governo reale delle istituzioni». Per Rosario Crocetta, candidato di Pd-Udc-Api, arriva in sostegno Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera. «Ogni voto non dato a Crocetta aiuta Musumeci perché è chiaro che la sfida sia tra loro due».
La “pasionaria” Giovanna Marano, sostenuta da Idv-Sel-Fds, è accompagnata dal leader di Idv Antonio Di Pietro, e da quello della sinistra radicale Paolo Ferrero. Dal palco di Piazza Verdi dice “no” alla teoria del voto utile: «Basta con questa storia del voto utile». E poi attacca duramente i suoi avversari:«È indegno che, nell’ultimo giorno di campagna elettorale, gli altri candidati passino il tempo a insultarsi invece di occuparsi dei veri problemi della Sicilia. In questo sono stati coerenti, terminando la loro attività così come l’hanno iniziata».
Ma il protagonista indiscusso della campagna elettorale è lui, Beppe Grillo. Trascorre l’ultimo giorno a Caltanissetta, capoluogo della provincia del candidato alla presidenza della Regione del M5S Giancarlo Cancelleri. Durante la mattina passeggia al mercato ortofrutticolo, “Lastratafoglia”, raccogliendo testimonianze e molteplici consensi. Nel pomeriggio incontra la confesercenti. E a tarda sera conclude il tour elettorale in viale Regina Margherita. Mega palco per l’occasione, ultrapresenti i nisseni anche se le condizioni climatiche sono pessime (in città è iniziata la guera sui numeri. Quanti saranno stat? 5 mila? 6 mila?), e una serie di band locali ad accompagnare l’arrivo dell’ex comico.
«Non diventerà presidente della Regione ma ci andrà vicino», dicono a Linkiesta alcuni nisseni. Alle 21:15 una delle band a ritmo di musica jazz presenta così l’arrivo di “Beppe”:«Ci sta mettendo un po’ di tempo perché sta arrivando a nuoto da Delia». Grillo è stanco ma per circa un’ora imbambola i nisseni. «Dio mio sta succedendo qualcosa, qui avete un sindaco memorabile», si rivolge ai nisseni. «Un sindaco che aveva scambiato un ingegnere di nome Sultan per un sultano». Qualche piccolo passaggio a vuoto dovuto all’enorme stanchezza, come quando ha chiamato gli abitanti di Gela, dapprima Gelani, poi Gelati e infine dopo i suggerimenti giunti dal palco, finalmente, gelesi». E poi l’ultimo appello: «Da questa sera è finito il tempo di cù futti…futti. È iniziata la rivoluzione». Lunedì lo scopriremo.