Finmeccanica, a Ielo (esperto di tangenti rosse) il filone russo

Portineria Milano

Finmeccanica, a Ielo (esperto di tangenti rosse) il filone russo

Il filone dell’inchiesta su Finmeccanica in Russia finisce nelle mani di Paolo Ielo, uno tra i magistrati che più ha indagato in questi anni sulle cosiddette «tangenti rosse» legate a Pci, Ds e Pd, sin dai tempi di Tangentopoli. È questo uno dei primi risultati del vertice che si è tenuto ieri a Roma tra i pm di Napoli e Busto Arsizio, che si stanno occupando delle indagini sui presunti casi di tangenti dell’azienda di piazza Monte Grappa. Per competenza, quindi, le questioni che riguardano Paolo Pozzessere, ex senior advisor del colosso della Difesa a Mosca, arrestato il 23 ottobre scorso per corruzione internazionale e ora in carcere a Poggioreale, finiscono a Roma.

Il corpo principale di questa inchiesta ora «romana», è legata alle forniture di Agusta Westland, Selex e Telespazio al governo di Panama. Protagonisti sono Enrico Martinelli, presidente panamense e il faccendiere Valter Lavitola, che – durante quel fine settimana in Costa Smeralda nella villa di Silvio Berlusconi nel 2011 – avrebbero contrattato accordi per future commesse su cui Pozzessere (all’epoca direttore commerciale di Finmeccanica) avrebbe garantito una percentuale tra il 10 e 11%. Ma se in questo caso a essere coinvolto – in particolare dalle intercettazioni – è l’ex presidente del Consiglio, è sull’altro filone, quello russo legato all’elicottero AW139 di Putin, dove a essere in imbarazzo è il centrosinistra, in particolare l’attuale presidente del Copasir Massimo D’Alema.

Del resto, in Russia non sono giornate facili per chi in questi anni ha gestito parte degli investimenti di Finmeccanica con il governo russo. Per altri casi di corruzione legati alla vendita di immobili delle Forze Armate e di presunte «amazzoni», il presidente russo Vladimir Putin ha destituito all’inizio della settimana il ministro della Difesa, Anatoly Serdyukov. Quest’ultimo era stato in Italia nel luglio di quest’anno, confermando l’interesse dei russi per gli equipaggiamenti militari terrestri e all’elettronica per la difesa. Serdyukov visitò, accompagnato dal numero uno di Finmeccanica, Giuseppe Orsi – indagato a Busto per corruzione internazionale -, la sede di Oto Melara a La Spezia dove si producono veicoli blindati, torrette, sistemi di puntamento.

Al momento, l’inchiesta russa è ancora agli albori, ma dalle parti di piazza Monte Grappa assicurano che potrebbero esserci delle sorprese in futuro, tanto che nelle prossime settimane potrebbero partire i primi interrogatori. Direttore dell’ufficio di rappresentanza del colosso della Difesa a Mosca è Giuseppe Fortunato, ex segretario di D’Alema quando l’ex presidente del Consiglio è stato ministro degli Esteri. Caso vuole che Ielo abbia seguito in questi anni filoni legati alle presunte tangenti rosse. Accusato dal Psi ai tempi di tangentopoli – quando aveva appena 32 anni- di aver insabbiato le indagini sul «compagno G» Primo Greganti, prima in mano a Titti Parenti, il pm romano ma «di rito ambrosiano» (copyright Gianni Barbacetto), si è invece distinto per aver perlustrato a tutto campo «gli affari» dei democratici.

È stato proprio Ielo a sentire nel 2011, nell’inchiesta Enav-Finmeccanica, Lorenzo Borgogni. L’ex relazioni esterne della gestione Pierfrancesco Guarguaglini, vera gola profonda di tutto lo scandalo, rilasciò dichiarazioni anche sulla Italbrokers, società assicurativa vicina ai Ds e ai dalemiani genovesi, «che» spiegò «in cambio del mantenimento della copertura assicurativa che aveva in Finmeccanica mi riconobbe un compenso, dapprima versatomi attraverso il conferimento di una partecipazione nella società, e quindi in denaro: la somma liquida versatami ammontava a due milioni di euro».

Non solo. Ielo indagò insieme con il pm Giuseppe Cascini lo stesso D’Alema nel 2011 (reato di finanziamento illecito ai partiti) per i 5 voli effettuati nel 2010 con la compagnia low cost Rotkopf Aviation Italia, di proprietà di due imprenditori, Viscardo e Riccardo Paganelli, arrestati nel  nell’ambito dell’indagine sugli appalti Enac.  L’inchiesta ruotava intorno alla figura dell’intermediario Vincenzo Morichini, ex numero uno di Ina-Assitalia, che fu definito a quei tempi sui giornali come un «Greganti 2»: l’indagine sull’ex ministro degli Esteri alla fine fu archiviata. 

Tornando all’ inchiesta Finmeccanica-Enav, dove si parla di d’appalti «pennellati», fondi neri, creati con sovrafatturazioni fino al 60 per cento del valore delle commesse e tangenti ai politici, è spuntata l’anno scorso un’intercettazione ambientale a tratti inquietante. Giampaolo Pinna, responsabile della security di Enav, indagato per favoreggiamento, in questa registrazione ambientale la metteva così: «Questo Ielo pensa di fare il milanese, ma a Roma le cose si fanno alla romana. O si calma o lo calmano». A quanto pare Ielo non si è calmato e ora gli si sono aperte le porte della Russia, dove un tempo governava il Partito Comunista.