Portineria MilanoPrimarie: boom di richieste in Lombardia, ma si decide tutto a Roma

Primarie: boom di richieste in Lombardia, ma si decide tutto a Roma

Scoppia il caso Lombardia in vista del ballottaggio per le primarie di centrosinistra. Alle 18 di ieri nel Partito Democratico lombardo si registravano già più di 30mila richieste di deroghe per votare questa domenica la sfida da Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. È un dato in controtendenza con quello del resto d’Italia, dove al momento si contano ufficialmente circa 130mila richieste. (128733 mila secondo Renzi ndr).

I dati non sono ancora definitivi. Bisognerà aspettare. La scorsa notte la questione è stata affrontata dai vari comitati provinciali che dovranno vagliare tutte le richieste: si chiude oggi pomeriggio. Ma le polemiche sono assicurate. Tra le molte mail arrivate ce ne sono pure di chi ha scritto Silvio Berlusconi (4 in Brianza), Mago Zurlì, Giuliano Ferrara e perfino Carla Bruni, ex première dame di Francia, con allegate giustificazioni altrettanto stravaganti. 

La questione è intricata sotto diversi punti di vista. Sia per la composizione dei comitati addetti alla scrematura, dove i renziani sono in minoranza, sia per quali saranno le decisioni dei garanti delle primarie di centrosinistra. A Milano quindi, prestano particolare attenzione a quello che si potrà stabilire «politicamente» a Roma. Si pesano per questo motivo le dichirazioni dei garanti del Partito Democratico e in particolare quelle di Nico Stumpo e Luigi Berlinguer, i due alfieri dell’organizzazione. 

Non solo. Nella partita si tiene pure conto delle paginate acquistate sui quotidiani nazionali dalla Fondazione Big Bang e delle relative polemiche per il sito domenicavoto.it. «Non si può non rilevare che l’uso di paginate ha introdotto una apprezzabile anomalia nella campagna elettorale», ha sottolineato proprio Berlinguer, chiamato a decidere sui ricorsi avanzati dai quattro candidati (Bruno Tabacci, Laura Puppato, Nichi Vendola e Bersani ndr) alle primarie nei confronti del sindaco di Firenze. In ogni caso non sono state comminate sanzioni da parte dei garanti, ma è stato fatto un nuovo appello al rispetto delle regole a 48 ore di distanza dal voto. 

Il gesto, comunque, secondo Berlinguer, si è scontrato con «il concetto di sobrietà della campagna elettorale» che era stato invocato «in un momento economico difficile come quello attuale». Ma dalle parti di Firenze sostengono il contrario, che anche i bersaniani abbiano acquistato spazi pubblicità in barba alle regole. I garanti, dunque, tengono duro. Contestano il sito renziano. E continuano a insistere sul fatto che le regole sono e restano quelle che sono state decise all’unanimità. Per questo motivo, puntualizzano, «il corpo elettorale è quello costituito con la registrazione dal 4 al 25 novembre». Eventuali deroghe «di natura eccezionale», dovranno essere «adeguatamente argomentate nella richiesta, che dovrà essere non certificata ma motivata», e riferite «solo a casi eccezionali». 

Niente Berlusconi quindi. O sedicenti Ferrara o Carla Bruni. Gli intestatari di email farlocche, che sono state inviate al comitato per chiedere una nuova registrazione dovranno essere messe da parte, magari dagli stessi renziani nei comitati. «Ci stiamo impegnando», spiegano i sostenitori di Renzi in Lombardia. Ma Berlinguer non ha fatto sconti. «Hanno organizzato il flusso sottraendone la personalizzazione, con modelli uguali e generici che hanno determinato un turbamento», ha rilevato Berlinguer, puntando il dito sul sito domenicavoto.it e aggiungendo che la registrazione informatica va comunque avanti.

Anche dai toni del comunicato in Lombardia, non pare ci sia molto spazio alle deroghe. «Per il ballottaggio di domenica 2 dicembre per le Primarie del Centrosinistra il corpo elettorale rimane lo stesso del primo turno, come stabilito dalle regole, accettate e sottoscritte da tutti i candidati. Uniche eccezioni le richieste strettamente personali e motivate», si legge in una nota. «In tutte le province lombarde i seggi rimarranno gli stessi del primo turno, ovvero 1508, e saranno aperti dalle 8.00 alle 20.00. Lo spoglio inizierà subito dopo aver terminato le operazioni di voto. Per votare i cittadini dovranno portare il certificato di elettore di Centrosinistra, rilasciato il 25 novembre o nei 22 giorni precedenti per chi si era preregistrato, la tessera elettorale e un documento d’identità».

Da ricordare che In Lombardia al primo turno hanno votato 440.396 persone. Con 193.475 voti, pari al 44,06 per cento, Pier Luigi Bersani ha vinto il primo turno delle Primarie per la scelta del candidato Premier. Matteo Renzi ha ottenuto 161.891 voti, pari al 36,87 per cento. Eppure il Rottamatore non ci sta. E a Bersani che ha annunciato di «non fare brogli», il sindaco di Firenze ha annunciato che invece il rischio di sabotare le primarie è alto. A complicare la cosa una mail del sito domenicavoto.it, dove ignorando pertanto la chiusura ufficiale dei Garanti si invita tutti «a recarsi al seggio con l’ email stampata e chiedere di votare».