Portineria MilanoAlbertini, Cl e la Lega chiudono la porta a Berlusconi

Albertini, Cl e la Lega chiudono la porta a Berlusconi

Dopo una giornata tra le più convulse degli ultimi anni per il centrodestra, con telefonate roventi tra Bruxelles, Milano e Roma, l’unico a fissare il punto della situazione a metà pomeriggio è l’europarlamentare Mario Mauro: «In Lombardia Roberto Maroni è il candidato della Lega Nord, Gabriele Albertini è quello del Popolo della Libertà». In sostanza, si va verso una triplice candidatura nella regione governata da 17 anni da Roberto Formigoni: Maroni e Albertini insieme al vincitore delle primarie di centrosinistra.

Del resto, sono parole dure quelle dell’esponente pidiellino di Comunione e Liberazione, che scavalcano Silvio Berlusconi (Mario Mantovani le smentirà poi ndr), capaci di tracciare però un solco invalicabile all’interno del Pdl come sulle future alleanze con la Lega Nord. Il dramma nel centrodestra berlusconiano, con le uniche Licia Ronzulli e Barbara Matera a sostenere il Cav, si consuma in una manciata di ore. In ballo ci sono le alleanze e le candidature in regione Lombardia, ma pure il ruolo del Partito Popolare Europeo, pronto a cacciare Berlusconi per aver fatto cadere il governo di Mario Monti.

Sono da poco passate le 9 del mattino quando il Cavaliere annuncia a Maurizio Belpietro durante la trasmissione La Telefonata che incontrerà Bobo «per cena» per discutere delle future alleanze, a livello regionale e nazionale: si punta a trovare l’accordo. L’incontro dovrebbe avvenire a Roma, a palazzo Grazioli, ma non c’è traccia di Maroni nella Capitale dove «ci va poco e malvolentieri», ricorda un maroniano. Sempre di prima mattina, aprendo i giornali, molti esponenti di centrodestra restano senza parole leggendo l’intervista rilasciata dal direttore di Tempi Luigi Amicone al Mattino di Napoli. Le parole sono durissime: «Il solo nome di Berlusconi evoca prospettive nere nell’establishment internazionale».

In quelle stesse ore, a Bruxelles, tra i pidiellini, inizia a circolare voce che i leghisti di fare accordi con Berlusconi non ne hanno la minima voglia. La pressione su Bobo è enorme. Lo dice il sindaco di Verona Flavio Tosi: «Il problema non è il Pdl, ma Berlusconi». Qualcuno ricorda poi quelle del segretario regionale Matteo Salvini di lunedì sera: «Torna Berlusconi, torna anche il Bunga Bunga».

Maroni intanto tace. Ma a un certo punto si mette a twittare all’impazzata: «Al governo della Lombardia per realizzare finalmente, assieme a Zaia e Cota, l’EuroRegione Nord ideata da Gianfranco Miglio» e «per tenerci le tasse pagate dai lombardi, soldi nostri, e diventare finalmente padroni a casa nostra». Nel Carroccio c’è tensione. La partita è grossa. C’è di mezzo la vita del movimento. Tanto che qualcuno ricorda sempre la questione della «Dark Lady» Isabella Votino, vero filo conduttore tra Berlusconi e Maroni: la speranza è che non convinca l’ex ministro dell’Interno.  

A mezzogiorno, nel frattempo, Mauro lancia una dichiarazione che fa tremare palazzo Grazioli. Lo fa durante una conferenza stampa insieme con il capogruppo del Ppe Joseph Daul: «Non c’è alternativa politica alla Ue per trovare una soluzione alla crisi». Ma soprattutto aggiunge: «A un momento di follia vero e proprio segua un lungo periodo di assunzione di responsabilità per far capire che Monti è necessario anche domani». Chiaro riferimento alla caduta del governo dopo la crisi targata Berlusconi-Alfano.

In pochi minuti Albertini rilancia: «Le parole di questa mattina del capogruppo Ppe Joseph Daul e di Mario Mauro sono uno spartiacque sulla politica di responsabilita’ che devono tenere le forze politiche appartenenti alla famiglia dei Popolari Europei. Le faccio mie e le rilancio qui da Strasburgo». Non solo. L’ex sindaco di Milano decide di firmare un appello ospitato da Linkiesta dove si chiede a Monti di scendere in campo.

Cosa sta succedendo? Nel Carroccio non è chiaro fino all’ultimo se Maroni parteciperà o meno alla cena con il Cavaliere. Nessuno lo sa. Ma a poche ore dall’appuntamento l’idea dei maroniani, della Lega 2.0, è chiara. In via Bellerio si mormora che Bobo dirà a Berlusconi di fare un passo indietro sulla sua candidatura a premier, clausola fondamentale per poter accettare un’alleanza a livello regionale almeno con quello che resterà del Pdl: i sondaggi danno una Lega in picchiata insieme al Cav. D’altra parte, era stato proprio Maroni, ex ministro dell’Interno, martedì in serata a dire: «Non sono convinto che la candidatura di Berlusconi verrà mantenuta. Lo dico per convinzione personale, non è suffragato da nulla, però potrebbe non presentarsi». E a Montecitorio qualcuno dice che Silvio avrebbe in mente un giovane imprenditore da lanciare in campo. Sarà vero?