Portineria MilanoLa Lega scarica Silvio, Maroni corre da solo in Lombardia

La Lega scarica Silvio, Maroni corre da solo in Lombardia

La Lega Nord correrà da sola alle prossime elezioni regionali in Lombardia. Roberto Maroni, il segretario federale, ha deciso. Senza Silvio Berlusconi. Senza il Popolo della Libertà (o quello che ne resta). Ma con nomi di alto profilo nelle liste civiche collegate al candidato del Carroccio, tra cui ex esponenti dello stesso Pdl, del Partito Democratico e persino alcuni di Comunione e Liberazione (imprenditori della Compagnia delle Opere) che in questi anni, però, non hanno mai digerito il governatore Roberto Formigoni. Quest’ultimo punto è un segno di discontinuità rispetto all’amministrazione passata. Mentre l’allargamento agli altri partiti è in linea con il modello che ha permesso a Flavio Tosi di vincere a Verona alle ultime comunali.

Il dado è tratto. A confermarlo è stato lo stesso Maroni in serata da Udine: «Non possiamo allearci con un partito che sostiene il governo Monti, noi siamo all’opposizione e ad oggi è  questa la strada che seguiremo». L’affossamento della legge elettorale -con il probabile mantenimento del Porcellum – ha ricadute immediate sulle alleanze a livello locale. Almeno per il momento. Perché c’è sempre un “se”. «Al momento va così e spero non torneremo indietro – confessa un deputato leghista -. Certo, bisogna capire quale sarà la data delle elezioni, l’eventuale legge elettorale e cosa deciderà di fare il presidente Giorgio Napolitano… Ma c’è poco tempo, gli spazi sono ristretti, ormai siamo convinti di correre da soli. Anche perché con o senza Berlusconi non cambia molto».

Il nodo da sciogliere è semmai l’election day solo per le elezioni regionali in Lombardia, Lazio e Molise il 10 febbraio. Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri avrebbe dovuto esprimersi domani durante il consiglio dei ministri, ma è slittato tutto a giovedì. Nel frattempo, la possibilità di una caduta del governo viene data in ambienti leghisti come molto improbabile. In questo modo si aprirebbe una finestra, tra febbraio e aprile, con un possibile riavvicinamento tra Berlusconi e Lega. Su questo aspetto s’interseca la posizione di Gabriele Albertini, europarlamentare pidiellino, che continua la sua corsa da candidato alle regionali, in attesa che il Pdl risolva le sue diatribe interne. “Torneranno a canossa, magari senza Berlusconi”, spiega un fedelissimo dell’ex sindaco di Milano.

In ogni caso, Bobo, stanco di aspettare, ha perfezionato in questi giorni la squadra che correrà alle prossime elezioni. Ci sono esponenti della società civile, ex del Pdl e Pd. Non ci sono il presidente della provincia Guido Podestà e nemmeno il segretario regionale pidiellino Mario Mantovani, che negli ultimi mesi avevano lavorato a favore della candidatura di Maroni. C’è invece Giulio Tremonti, l’ex ministro dell’Economia, che presenterà domani la sua lista insieme a Maroni al circolo della stampa di Milano. “Tremonti è uno che si è messo da subito contro il governo Monti – spiega un maroniano di ferro alla camera dei deputati –. Non potevamo di certo allearci con il Pdl, che non sa dove andare e che in questi mesi ha sostenuto le tasse di questo governo”.

Quindi basta attese. Al termine di una giornata convulsa, Maroni ha deciso che non “c’è più spazio per un’alleanza con Berlusconi”. In questo modo, sostengono i suoi, “la Lega si ricompatterà e andremo a vincere facilmente contro un candidato del centrosinistra che di sicuro non è all’altezza di Bobo”. Circola una battuta in via Bellerio. “Ambrosoli vince se dice che è quello che fa il miele…”.

Aveva ragione quindi Luca Zaia, il governatore del Veneto, che in mattinata aveva già delineato la questione alleanze. “La decisione spetta al segretario Maroni e, se verrà convocata, eventualmente all’assemblea federale. Mi sembra comunque che si stia delineando la linea di correre da soli”. Detto fatto.

Mentre il segretario federale, nel pomeriggio a Milano, incontrava Formigoni (senza Forcaffè finale ndr), a Roma, a Montecitorio, arrivava Umberto Bossi, il presidente federale. Accompagnato dalla sola Paola Goisis, la fedelissima veneta, il Senatùr ha rilasciato poche dichiarazioni ai cronisti, che ben fanno intendere quale sarà il futuro della Lega Nord. “Le cose sono cambiate”, ha confermato Bossi a chi gli chiedeva se ci fosse ancora spazio per un’alleanza tra Lega e Pdl. “Il segretario è Maroni”, ha tagliato corto l’ex leader del Carroccio, segnale che l’asse del Nord, forse non tornerà mai più.