Ma i profeti di Davos ne azzeccano qualcuna?

Ma i profeti di Davos ne azzeccano qualcuna?

Sono bravissimi, sono tra i più pagati del mondo. Manager, studiosi e poltici che si ritrovano a Davos fanno previsioni sulla base dei loro studi e delle loro conoscenze, ma non sempre ci azzeccano. Anzi, prendono cantonate clamorose. Il bello è che, però, gli anni passano e le profezie si dimenticano, soprattutto quando vengono smentite dai fatti. E loro sono ancora lì, a Davos.

2000: Abby Joseph Cohen, analista di Goldman Sachs, in piena bolla tecnologica, annuncia che il 2000 sarà un anno importante per il mercato e, in particolare, «l’indice di Standard & Poor’s 500 stock sarebbe cresciuto del 10%». Ovviamente è crollato del 9,1%.

2001: Ken Lay, direttore generale di Enron e David Komansky, direttore generale di Merril Lynch erano stati invitati a dibattere sul futuro delle imprese nel 21esimo secolo. Scelta discutibile: nel 2001 la Enron era fallita, provocando il più grande scandalo finanziario degli ultimi decenni. Nel 2008, travolta dalla crisi dei subprime (perdendo 52 miliardi di dollari) Merrill Lynch viene acquistata dalla Bank of America per 50 miliardi di dollari. A salvare il tutto, c’è da dire che al dibattito era presente anche Carly S. Fiorina, che all’epoca era amministratrice delegata di Hewlett-Packard.

2003: Bill Gates, cofondatore di Microsoft. Su Google, non aveva le idee molto chiare. «Questi ragazzi di Google.. vogliono diventare miliardari, rockstar, andare agli incontri e tutte quelle cose. Vediamo se tra due o tre anni saranno ancora in sella». Be’, Larry Page è l’amministratore delegato.

2004: ancora Bill Gates: «Tra due anni [cioè nel 2006] non ci sarà più lo spam». Già.

2006: Martin Halusa, amministratore delegato di Apax Partners, dichiarò che «in dieci anni ci sarà un fondo private equity di 100 miliardi di dollari». Per ora, mancano ancora tre anni, ma i fondi private equity sono diventati sempre più ridotti.

2008: Fred Bergsten, direttore del Peter G. Peterson Institute for International Economics di Washington, otto mesi prima del crollo di Lehman Brothers Bergsten dichiarò: «È inconcepibile, e sottolineo inconcepibile, che il mondo vada verso una recessione».

2008: Peter Schwartz, cofondatore di Global Business Network e Paul Saffo, professore a Stanford, avevano annunciato che i giornali di carta sarebbero scomparsi entro il 2014. La strada sembra quella, ma sembra che anche questa profezia non si avvererà nei tempi previsti.

2011: Christine Lagarde: «Penso che l’eurozona abbia superato la crisi. Per cui, non andate short sull’Europa e nemmeno sull’eurozona». Sappiamo bene che chi lo ha fatto, invece, ci ha guadagnato.

2012 (l’eccezione): Nouriel Roubini: «La Grecia farà default entro l’anno». Non si è voluto ammetterlo, ma quel giorno è arrivato nonostante gli enterventi di Ue e Fmi.Cc’è da ricordare che Roubini è stato anche quello che ha saputo prevedere la crisi, nel 2007. E da lì è diventato Dr. Doom (“Il dottor sventura”).

(tutte le previsioni sbagliate sono tratte da qui)