Portineria MilanoPisapia e Maroni, insieme “solo” per l’Expo 2015?

Lo strano caso dei due avvocati verde e arancio costretti a collaborare

C’è chi lo definisce un semplice «matrimonio di interesse», forse un po’ «forzato» in vista dell’Expo 2015 a Milano. Ma la «strana» alleanza nata negli ultimi giorni tra il neo governatore di regione Lombardia Roberto Maroni della Lega Nord e il sindaco Giuliano Pisapia, movimento arancione insieme con il Pd, potrebbe rappresentare molto di più nei prossimi anni.

Soprattutto se la sintonia tra il centrosinistra romano con il Carroccio non si rivelasse solo una boutade di cui si parla in queste ore a Montecitorio o a palazzo Madama: la Lega potrebbe votare una fiducia «esterna» al governo di Pier Luigi Bersani. «Ma non c’entra nulla con quello che sta succedendo a livello nazionale» spiega una persona molto vicina al primo cittadino milanese «il rapporto tra Pisapia e Maroni è di livello istituzionale, non possono fallire sull’Expo 2015».

Qui sta il punto. Il primo maggio del 2015, tra poco più di due anni, Bobo e Giuliano, che sono entrambi avvocati, saranno insieme a istituzioni europee e mondiali per presentare il maxi evento che doveva rivoluzionare la regione Lombardia e la stessa Milano. Ridimensionato dagli scontri tra Roberto Formigoni e Letizia Moratti negli anni passati, il successo o meno dell’evento ricadrà su Maroni e Pisapia. I due lo sanno bene. Per questo motivo ancora prima dell’ufficializzazione dell’incarico al Pirellone, il neo governatore ha deciso di andare a trovare il primo cittadino a palazzo Marino.

È stato un gesto, quello di Maroni, che è stato molto apprezzato dalle parti del centrosinistra milanese. Del resto, è stato un atteggiamento ben diverso da quello di un Formigoni che spesso non ha risparmiato bordate al suo vicino di casa «arancione». Tra Bobo e Giuliano, va detto, corre buon sangue. Nei due anni di mandato il sindaco gentile ha presenziato solo a un convegno di centrodestra a palazzo Marino, proprio quello che Matteo Salvini organizzò sulla sicurezza circa un anno fa. Segno che il dialogo non si è mai interrotto tra i due, anche perché entrambi, come detto, sono responsabili del fatto che «la Lombardia deve correre nei prossimi anni».

L’Expo 2015 si prefigge di portare sul territorio un giro d’affari di circa 70 miliardi di euro. Rappresenta una boccata d’ossigeno in questo periodo di crisi che però dovrà essere gestita con sapienza dalla strana coppia Maroni e Pisapia. Gli ostacoli lungo la strada sono diverso. E sono tutti inseriti nelle aziende pubbliche, nelle municipalizzate dove presto ci si dovrà confrontare per il valzer di posti nel dopo governo Formigoni. Proprio sul Celeste il leghista e l’arancione sembrano avere le idee molto chiare.
Se a livello di giunta l’ex ministro dell’Interno ha iniziato a ridurre la presenza della passata nomenklatura ciellina, proprio su Expo 2015

Pisapia è stato il primo a lanciare Maroni al posto di Formigoni come commissario generale. La decisione avviene a livello di governo. E’ la presidenza del consiglio a scegliere. E non è detto che proprio l’appoggio esterno della Lega a un governo Bersani possa aiutare ad agevolare la nomina. Non solo. Al momento sembra vigere un patto di non belligeranza tra i due. Tanto che le voci che danno l’amministratore delegato Giuseppe Bonomi, vicino ai leghisti, in uscita al posto di Pietro Modiano non sembrano aver scomposto Maroni. «Non siamo stati noi» suggeriscono esponenti vicini a Pisapia.

Anzi c’è l’ipotesi che nell’azienda che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa, Bonomi possa restare come direttore generale. Insomma, l’affiatamento tra i due non sembra interrompersi. Pure su Fondazione Cariplo, ente territoriale azionista forte di Intesa San Paolo, il cui cda va in scadenza in aprile, non pare ci siano attriti di sorta. Giuseppe Guzzetti rimarrà presidente. La Lega Nord  ha il suo Luca Galli e non pare voler fare la voce grossa, in attesa che di conquistare la presidenza più avanti, magari quando Guzzetti dovrà passare la mano. 

E infine, va detto che Pisapia è stato un precursore delle liste civiche incolore nella politica italiana, sin dalla sua elezione a sindaco nel 2011. È una pratica che in Lega ha portato avanti per prima Flavio Tosi, sindaco di Verona, alle comunali scaligere, e poi lo stesso Maroni, che in regione Lombardia ha portato a casa circa il 10% dei consenti con la lista che portava il suo nome. E la lista Maroni non è un esperimento di breve termine. Bobo ha deciso di far parte di questo gruppo in consiglio regionale.

Insomma, forse non dipende da quello che avverrà a livello nazionale, ma la strana sintonia tra Pisapia e Maroni potrebbe essere molto interessante dal punto di vista economico e politico. Nel caso dovesse fallire, però, in particolare su Expo 2015 o su qualche bega di palazzo, come nomine in Aler o Infrastrutture Lombarde, oppure ancora sulla Sanità, a fallire saranno stati entrambi. Con buona pace dei partiti.  

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