Portineria MilanoCaldarola: «Vedo bene Veltroni o D’Alema al Colle»

Prodi al Colle? «Alla prima votazione l'unico con delle possibilità è Giorgio Napolitano»

«Vedo difficile un accordo alle prima votazioni e poi può succedere di tutto…». Peppino Caldarola, ex direttore dell’Unità, già parlamentare dei Ds, autore del libro «Crontrocorrente» con Massimo D’Alema, è scettico sull’esito della votazione per il presidente della Repubblica che inizierà giovedì 18 aprile:  «Mi pare evidente che il nome di Romano Prodi non sia un nome condiviso, Silvio Berlusconi lo ha detto chiaro e tondo. Pure nel Pd c’è scetticismo e anche Scelta Civica ha già fatto capire che non voterà il professore».

A pochi giorni dal voto si litiga fuori dai partiti, ma anche dentro. Renzi e Bersani sono ai ferri corti. Sembra di essere tornati ai tempi delle Cayman.
Credo che Bersani abbia delle responsabilità in tutto questo. Persiste nella sua testardaggine. Ha sempre detto un no esplicito al dialogo con il Popolo della Libertà, ha continuato a cercare il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, non si è mai davvero messo da parte e ha lavorato sempre per ottenere l’incarico. Come sta facendo ora. Non solo. Ci sono ancora persone come Fassina che non riconoscono a Renzi il peso che gli spetta nel Pd.

Dicono i retroscena che il sindaco di Firenze voglia spaccare il Pd e andare al voto
Credo che Renzi faccia solo un ragionamento più limpido, quello di avere un governo di largo consenso che duri poco e poi vada a votare, tutto qui.

D’Alema è andato a trovarlo a Firenze
D’Alema ha fatto una grande operazione politica, per salvare il Partito Democratico. La sua visita ha dato il giusto peso di Renzi nel partito, cosa che ancora adesso gli viene negata all’interno del Pd.

Potrebbe essere l’ex ministro degli Esteri il nome giusto per il Colle?
Per come lo conosco, in questo momento D’Alema vuole solo lavorare per salvare il partito e diventarne il padre nobile. Certo, per questo suo impegno potrebbe anche essere premiato e credo che il suo nome sia tutt’ora in lizza.

E allora come si esce da questo pantano?
Al momento Prodi potrebbe essere eletto solo se il Pd votasse compatto insieme con tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle.

Quindi quale potrebbe essere il nome condiviso alla prima votazione?
Senza dubbio quello di Giorgio Napolitano

Il Capo dello Stato ha già preparato gli scatoloni per andarsene…
Se ci fosse una convergenza ampia su di lui, allora magari potrebbe ripensarci

Oppure, altri nomi?
Dopo le prime votazioni a vuoto può accadere davvero di tutto, ma se penso a un presidente condiviso penso anche quello di Sergio Mattarella, una figura di alto spessore istituzionale e di dialogo.

Lei ha fatto anche quello di Walter Veltroni ultimamente. Una provocazione?
Non è una provocazione. È il tentativo di guardare a chi potrebbe un’ampia condivisione di cui ha bisogno il Paese. Veltroni è il vero padre del Pd. Èquello che ha raggiunto il 33% dei consensi, il dato elettorale più alto per un partito mal amalgamato. E soprattutto nella sua prima fase della segreteria aveva creato uno schema politico che riconosceva Berlusconi come un interlocutore.

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