Basta nuovismo, alle commissioni tornano i soliti noti

Salta a sorpresa l’elezione di Nitto Palma alla Giustizia

Largo ai vecchi. Nel pomeriggio sono stati eletti a Montecitorio e Palazzo Madama i presidenti delle commissioni permanenti. Ex ministri, dirigenti di partito, parlamentari di lungo corso. Archiviato il metodo Grasso-Boldrini – che aveva portato alla presidenza di Camera e Senato due outsider della politica – si torna a puntare sull’usato sicuro.

Poche sorprese, del resto ieri Pd e Pdl avevano già concordato i parlamentari da votare. Le intese reggono quasi ovunque. Fa eccezione la nomina di Francesco Nitto Palma, già Guardasigilli dell’ultimo governo Berlusconi, che nonostante gli accordi vede clamorosamente sfumare l’elezione alla presidenza della commissione Giustizia. Decisive le schede bianche dei senatori democrat, votazione rimandata a domani pomeriggio.

Per il resto qualche novità, tante conferme e tantissimi volti noti. La parola d’ordine è esperienza. Ma anche consolazione: chi non è riuscito a trovare un posto nel governo Letta trova conforto con la presidenza di una commissione. A Montecitorio spicca l’elezione di Fabrizio Cicchitto, storico capogruppo pidiellino, già esponente socialista, alla guida della commissione Esteri. Lunga la lista degli ex ministri. Tanto di centrodestra (Giancarlo Galan alla Cultura, Elio Vito alla Difesa), quanto di centrosinistra (Cesare Damiano al Lavoro). Tornano a guidare una commissione parlamentare i democrat Ermete Realacci (Ambiente) e Michele Meta (Trasporti). Ma anche il portavoce berlusconiano Daniele Capezzone (Finanze).

Camera e Senato, il copione non cambia. Dal Pirellone alle campagne, l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni guiderà la commissione Agricoltura. Nonostante il poco invidiabile risultato elettorale, la spunta anche l’Udc Pier Ferdinando Casini. Appena eletto presidente della commissione Esteri. Ben rappresentati gli storici dirigenti del gruppo parlamentare democrat: Anna Finocchiaro è la nuova presidente della commissione Affari costituzionali, il suo vice Nicola Latorre guiderà la commissione Difesa. Spazio, poi, ad altri tre ministri dell’ultimo governo Berlusconi. Maurizio Sacconi guiderà la commissione Lavoro. Altero Matteoli ha vinto il ballottaggio con Paolo Romani e sarà il presidente della commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni. Ignazio La Russa – passato nel frattempo con Fratelli d’Italia – presiederà la giunta per le Autorizzazioni della Camera. 

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