Google porta il web dove non c’è (con una mongolfiera)

Project Loon è in fase di sperimentazione in Nuova Zelanda

Si chiama Loon e suona abbastanza incredibile, anche se Google ci ha abituato ad osare, quando si tratta di sperimentazione creativa. Quindi perché non credergli, quando dice di voler abbattere il digital divide portando internet nelle zone più povere e meno interconnesse del mondo con una sorta di pallone aerostatico?

Del progetto, che esce dai laboratori Google X, si è cominciato a vociferare qualche settimana fa. Da ieri, è diventato di dominio pubblico: la compagnia di Mountain View sta sperimentando – in Nuova Zelanda – una tecnologia di diffusione di internet a banda larga attraverso palloni aerostatici “galleggianti” nella stratosfera. Loon, il cui sviluppo è cominciato due anni fa, è ancora in fase iniziale.

Le “router-mongolfiere”, facili da sviluppare ed economiche, potranno portare agevolmente una connessione wireless ad alta velocità in aree altrimenti difficili da raggiungere per la loro collocazione geografica. I palloni stazionerebbero a 18mila metri di altitudine, e sarebbero dotati di un sistema di controllo remoto che comunica attraverso “antenne speciali”, sviluppate appositamente per il progetto.

«Pensiamo che sia effettivamente possibile costruire un anello di palloni che volano attorno al globo sfruttando i venti stratosferici e forniscono l’accesso a internet ai territori sottostanti», ha spiegato Michael Cassidy, uno dei responsabili del progetto. «Speriamo che i palloni possano diventare un’opzione per connettere regioni rurali, aree remote o malservite e per contribuire a rendere possibili le comunicazioni in caso di disastri naturali. L’idea può sembrare un po’ folle ma le basi scientifiche sono solide», ha garantito il ricercatore.

Ecco due video che spiegano cos’è Project Loon, e la tecnologia che utilizza.