Portineria MilanoLega tranquillizza Kyenge: “Pronti a fermare le banane”

Maroni: “Chiamerò il ministro”

La questione Kyenge-Lega continua

Non parteciperò più alla festa della Lega Nord a Milano Marittima: il mio appello a Roberto Maroni è caduto nel vuoto http://t.co/knuvFLjBiC

— Cécile Kyenge (@ckyenge) August 1, 2013

Ci sono due aspetti della serata nel consiglio comunale di Cantù – dove due consiglieri leghisti hanno abbandonato l’aula dopo il discorso del ministro Cécile Kyenge – che non sono ancora stati raccontati. Il primo è che all’esterno della sala è stato proprio il gruppo della Lega Nord a fermare alcune persone che volevano lanciare delle banane contro il ministro. Il secondo è che i due esponenti del Carroccio usciti non hanno protestato tanto contro la Kyenge, quanto contro il primo cittadino Claudio Bizzozzero che ha impedito loro di leggere in aula un testo sull’immigrazione.

Si parla anche di questo nelle telefonate di queste ore tra il ministro e i leghisti che hanno organizzato la festa di venerdì per ricucire una situazione sempre più in incandescente. «Maroni faccia appello ai militanti. Se non cesseranno gli attacchi nei miei confronti sarò costretta a declinare l’invito alla festa della Lega Nord a Milano Marittima», ha detto la Kyenge. E immediatamente si sono mossi sia Roberto Maroni, segretario federale, sia Gianluca Pini, il segretario della Romagna, che ha organizzato l’incontro tra il ministro e il governatore del Veneto Luca Zaia alla festa leghista.

La Lega 2.0 di Maroni tiene molto all’evento di questo fine settimana, sia in una chiave di innovazione del movimento sia per sedare una volta per tutte le polemiche che partirono con “l’orango” di Roberto Calderoli. Ma la strada è sempre più in salita. Perché gli sforzi dell’ala progressista della Lega, da Pini fino a Zaia o al sindaco di Verona Flavio Tosi, vanno a sbattere con quella che si professa dura e pura. Mario Borghezio, europarlamentare, se la prende proprio con Pini, definendo «inutili» gli sforzi di ‘normalizzare’ i rapporti con la Kyenge!” Per Borghezio «i leghisti militanti duri e puri che costituiscono – anche elettoralmente – l’anima viva e pulsante del Movimento non si omologheranno mai a questo buonismo tartufesco. Il razzismo – conclude l’europarlamentare – non centra per niente: è solo una questione di buonsenso padano». Allo stesso modo anche Matteo Salvini, segretario lombardo, aggiunge benzina sul fuooco e dice di ignorare “il ministro dell’Integrazione”.

Pini, però, è categorico: «Per quanto mi riguarda, e per quanto di mia competenza, non solo non è mai arrivato un insulto o un’offesa al ministro Cecile Kyenge da nessuno dei miei militanti, ma sono arrivate nette parole di condanna, sempre e senza riserve. Degli altri non posso risponderne, posso solo rammaricarmi del fatto che qualcuno cerchi di mantenere alta la tensione sulla forma per non entrare nei contenuti». La sensazione è che venerdì possa intervenire anche Maroni per abbassare ancora di più i toni di queste ore. Non solo. A quanto pare saranno rafforzate le misure di sicurezza così da fermare sul nascere possibili “lanci di banane”: a microfoni spenti i leghisti promettono di fermare ogni possibile contestazione.

Nel frattempo, stando ai dati rilevati dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), nel 2012 ci sarebbe stato registrato un incremento del 61% dei casi di discriminazione (per disabilità, età, etnia/razza, genere, orientamento sessuale, religione). Per questo motivo, dice la Kyenge «abbiamo il dovere di far crescere i nostri figli con una cultura diversa, una cultura in cui le diversità siano una ricchezza».

E alla fine pure Nicola Molteni, leghista di Cantù, spiega che in consiglio comunale non c’è stata nessuna protesta. «Non è stato concesso ai consiglieri di parlare, per questo motivo se ne sono andati: tutto qui. Non c’è stato nessun insulto o contestazione». A Cervia cosa succederà? E, soprattutto, il ministro ci sarà?

Twitter: @ARoldering 

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