Enrico Letta apre il Meeting Cl nel solco di Napolitano

Quest'anno kermesse delle larghe intese

RIMINI – “Emergenza Uomo”, con questo titolo domenica 18 parte a Rimini la 34° edizione del Meeting per l’amicizia tra i popoli firmato Comunione e Liberazione. Da sempre bussola politico-culturale nel mese di agosto, l’evento sarà aperto dal premier Enrico Letta che, affiancato dalla presidente del Meeting Emilia Guarnieri e dal leader laico di Cl Giorgio Vittadini, esaminerà il tema “Europa Unita”. Questione discussa tanto quanto il governo di larghe intese nel momento di maggior difficoltà, con la sentenza Mediaset a minare la convivenza Pd-Pdl. Non è un caso che, nei pochi giorni di ferie a sua disposizione, il presidente del Consiglio stia lavorando personalmente alla stesura del discorso da proporre alla platea ciellina. La stessa che nel 2011 applaudì l’incontro inaugurale con Giorgio Napolitano.

La parola d’ordine è continuità. In quell’occasione, affiancato dagli scudieri Letta e Lupi, il presidente della Repubblica diede una sferzata al bipolarismo muscolare degli ultimi vent’anni, intimando ai partiti di «parlare il linguaggio della verità» e chiedendo un confronto sulla crisi economica che mettesse da parte «chiusure, arroccamenti e faziosità». Per molti è stato quel discorso a trasformare il Capo dello Stato in Re Giorgio, presidente interventista che gestisce in prima linea l’emergenza politica nazionale. A Rimini fu il brindisi alle larghe intese, l’antipasto del governo tecnico che di lì a poco si sarebbe insediato. E avrebbe proseguito la sua strada al Meeting, da sempre cenacolo di incontro e trasversalità, la cui ultima edizione è stata aperta proprio da Mario Monti.

Durante la prima giornata, accompagnati da un videomessaggio di Napolitano nell’incontro inaugurale, Letta e Lupi saranno gli azionisti di maggioranza della kermesse. Il primo aprirà il Meeting, provando a blindare le larghe intese. Il secondo, ciellino della prima ora e animatore dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà cui aderisce anche il premier, agirà da padrone di casa nell’inedita veste di ministro. Con lui il collega Mario Mauro, altro leader di riferimento della galassia ciellina, oggi titolare della Difesa. E tanti parlamentari del pacchetto larghe intese: dal renziano Dario Nardella al montiano Lorenzo Dellai, passando per Mariastella Gelmini e Luciano Violante.

In Riviera sbarcherà mezzo governo: sono previsti gli interventi di Giovannini, Carrozza, Delrio, Moavero Milanesi, Cancellieri e Zanonato. «Parleranno tutti di temi concreti, non di prospettive politiche», assicura Giorgio Vittadini, presidente della ciellina Fondazione per la Sussidiarietà, tra gli organizzatori della kermesse. Insieme a loro il vicepremier Angelino Alfano, che tanto in riva all’Adriatico quanto in via dell’Umiltà pare aver spodestato Roberto Formigoni, fino a qualche anno fa vera rockstar tra i padiglioni della Fiera. Per la prima volta dopo 34 edizioni, l’ex governatore parteciperà al Meeting come semplice visitatore e non in qualità di conferenziere.

L’epilogo è in linea con il cambio dei rapporti di forza nel Pdl: da tempo Lupi ha deciso di sostenere la leadership lealista di Alfano con buona pace dell’amico Formigoni, candidatosi al controcanto nel partito. Ma le dinamiche sono mutate anche dentro Comunione e Liberazione, dove le inchieste del Celeste hanno creato smottamenti poi tradotti in virate decise verso Mauro e Lupi, uomini d’immagine più istituzionali e meno vulcanici dell’ex governatore. «La sua in Regione è stata il miglior esempio di rivoluzione liberale applicata in Italia su scuola, sanità, aiuto alle imprese», lo difende Giorgio Vittadini. «Ha commesso reati? Verificherà la magistratura, ma eventuali errori non devono impedirci di vedere se la Regione ha funzionato».

Nel frattempo la “sua” Lombardia, forziere di voti cattolici e roccaforte ciellina, non farà mancare il sostegno alla kermesse riminese: la giunta Maroni ha stanziato 60mila euro (10.000 in meno dello scorso anno) per uno stand che promuoverà l’Expo 2015. Senza contare le spese degli spazi pubblicitari che le controllate Trenord e Lombardia Informatica potrebbero decidere di acquistare. A nemmeno sei mesi dall’addio di Formigoni, il Pirellone risulta tra i migliori amici del Meeting: in 12 anni la Regione ha versato 2 milioni di euro nelle casse della kermesse. Il record risale all’edizione 2004, quando la giunta del Celeste staccò un assegno da 311.300 euro.

Calcoli politici a parte, i numeri del Meeting confermano il peso turistico, oltre che politico-culturale, dell’evento firmato CL. L’Apt Emilia Romagna parla di 200mila presenze alberghiere con 10.000 camere prenotate all’inizio di agosto per un giro di affari di 3,8 milioni di euro, cui vanno aggiunte le spese di visitatori e partecipanti ai convegni. Alla Fiera di Rimini si prevedono oltre 700.000 presenze con ricavi per l’indotto intorno ai 20 milioni di euro. Nonostante la crisi economica i sostenitori della kermesse si confermano di livello: i quattro main sponsor avranno i nomi dei colossi Enel, Finmeccanica, Intesa SanPaolo e Wind. Nella lista dei finanziatori figurano anche Coop, Eni, Trenitalia, Fiat e Sky.

Il cuore del Meeting è rappresentato da centinaia di volontari giovani e non, che pagandosi vitto e alloggio oleano la macchina dell’evento. Fitta l’agenda degli appuntamenti: in sette giorni sono condensati decine di convegni su libertà religiosa, scienza, politica estera, lavoro e opere sociali. Cinque le mostre, dall’Europa al saggista G. K. Chesterton. Centinaia i relatori tra politici, personalità religiose, intellettuali e accademici. Parleranno gli ex ministri Clini e Passera, i giornalisti Claudio Sardo, Gianni Riotta e Antonio Polito, il comico Paolo Cevoli, il pilota Marco Melandri, il giudice della Consulta Marta Cartabia, l’ad delle Ferrovie Mauro Moretti, il sindacalista Raffaele Bonanni e lo scienziato Marco Bersanelli. Inutile dire che telecamere e taccuini, almeno il primo giorno, saranno tutte per lui, Enrico Letta

Twitter: @MarcoFattorini