Gta V, il videogioco dove si torturano i terroristi

Esce il 5° capitolo

A meno di tre giorni dall’uscita il videogioco Gta V, capitolo della serie GrandTheft Auto iniziata nel 1997, scatena già polemiche negli Stati Uniti per le scene cruente e di violenza. A essere sotto accusa è il momento in cui i protagonisti del gioco possono torturare un uomo sospettato di aiutare i terroristi. La questione non è di poco conto, anche perché si incrocia con le polemiche che in questi anni hanno contrassegnato l’amministrazione Usa per la lotta al terrorismo internazionale. Rockstar, in realtà, si difende dicendo di fare satira, ma in America sono già partite le critiche.

Soprannominata «The most disturbing scene» (la scena più inquietante» ndr), ci si arriva a metà della missione chiamata «By The Book» (vedi video dal minuto 12 ndr), quando due dei personaggi Trevor e Michael lavorano per dare una caccia a un terrorista. Il giocatore può scegliere di utilizzare vari apparecchi di tortura come una chiave inglese o delle pinze elettriche, per convincere di l’indagato a divulgare maggiori informazioni. Poi il sospettatao viene portato fuori dalla stanza con un fucile da cecchino: si può persino con un movimento del joystick strappare un dente dalla bocca del terrorista. Rockstar ha investito 265 milioni di dollari, il nuovo record per il mondo dei videogame.

Nel frattempo, a Londra, tre ragazzi sono stati arrestati dopo che un uomo è stato accoltellato e derubato di una copia di Grand Theft Auto V a meno di due ore di distanza dall’acquisto del gioco.

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