Berlusconi costretto a mediare persino tra le “vajasse”

Insulti in salsa napoletana

Già non dorme mai. Già vive nell’ansia di finire in carcere, di non avere i servizi sociali e scomparire dalla faccia della terra. Già ci sono Dudù, Angelino Alfano, i falchi, le colombe e i lealisti che girano per palazzo Grazioli affamati di risposte. Ma l’ultimo screzio tra l’ex Olgettina Barbara Guerra e la fidanzata Francesca Pascale pare abbia gettato ancora di più nello sconforto Silvio Berlusconi. Ci mancava solo questa, per l’imprenditore brianzolo che un tempo pranzava in pieno centro di Milano. Dopo l’intervista della Pascale al settimanale Oggi, dove la ragazza ha insultato l’ex moglie di Silvio, nella notte di ieri, l’Olgettina Guerra ha dato sfogo a tutto il suo astio su twitter contro l’ex soubrette di Telecafone. Insulti al vetriolo, tra monnezza e cessi. E sembra che a sedare la Pascale sia intervenuto Berlusconi in persona, tra le urla della fidanzata che si udivano dalla strada di palazzo Grazioli. Del resto, c’è un fattore N, nel senso di Napoli, che sconvolge da anni le giornate di Berlusconi. Ha origini antiche che si perdono nelle notti della Repubblica italiana, da quel “maledetto” compleanno di Noemi Letizia, a quando Mara Carfagna diede della vajassa, (donne «ro’ vasch» cioè del basso) alla collega Alessandra Mussolini. Si sa i napoletani “tengono a cazzimma” e non vanno tanto per il sottile. Ma ormai intorno al Cavaliere si sta generando una commedia proprio da basso napoletano, tra insulti e ripicche. Il declino continua, inesorabile.  

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