All’incontro con la stampa la Nike ha presentato una nuova versione della sua app FuelBand; ha dichiarato che avere più amici sul suo social network vi farà (con ogni probabilità) vivere più a lungo; si è autodefinita la “Twitter del fitness” e, infine, ha visto Dennis Crowley, il cofondatore di Foursquare alzarsi in piedi e dichiarare che i sistemi di tracciamento dati della Nike sono stati fonte di ispirazione per la sua azienda.
Nel frattempo i rappresentanti della Nike insistevano (a volte anche senza essere imbeccati) che la Nike non è un’azienda di tecnologia. Può sembrare una cosa strana su cui continuare a battere, soprattutto in un’epoca in cui chiunque, dalle banche internazionali ai ragazzini che gestiscono chioschi di limonate, sostiene di avere qualche tipo di legame con la Silicon Valley. Ma vabbe’, i nuovi computer da polso sono fantastici.
La Nike sta portando avanti cambiamenti continui alla sua app FuelBand SE per stare al passo con i dispositivi concorrenti di Fitbit e Jawbone. La funzione è ricordare a chi lo usa di alzarsi e fare un giro ogni tanto, permette di misurare alcuni esercizi specifici e di quantificare l’attività corporea durante lo yoga o la bicicletta. Tutte cose che, prima, il bracciale faceva con difficoltà. Visto che i dispositivi di Fitbit riescono a misurare il sonno, allora anche FuelBand ha innestato questa funzione. Sarà disponibile il 6 novembre e costerà 150 dollari. La società continuerà vendere i vecchi modelli per un prezzo più basso.
Stefan Olander, il vicepresidente della Nike per la tecnologia dello sport, ha sottolineato l’importanza di NikeFuel, il calcolo statistico (misterioso e privato) che tiene il conto de livello dell’attività fisica. La società non renderà noto come viene fatto il computo, anche se una cosa è molto chiara: a differenza della vera benzina, il Fuel di NikeFuel aumenta con il crescere degli esercizi. Gli utenti fissano obiettivi basandosi su Fuel, che per Olander è un «metro universale reale che insieme misura e motiva». E allora la Nike vuole che anche gli altri prodotti tecnologici per il fitness possano fare lo stesso. Per questo motivo, all’inizio dell’anno la società ha creato un programma che fornisce finanziamenti e assistenza a piccole startup che inventano applicazioni da integrare nel Nike+. Olander ha promesso che lo farà ancora. Stavolta con società più grandi.