Il nazista che organizzò la Shoah? Era italiano

Fondò Treblinka e altri lager

Il boia di Lublino è triestino. Generale delle Ss, una delle peggiori figure di boia nazisti, uno dei promotori dell’operazione Reinhardt che prevedeva lo sterminio degli ebrei in Polonia, l’inventore dei campo di Treblinka e Sobibór, era nato a Trieste il 21 aprile 1904, quando la città – da 500 anni – faceva parte dell’impero austroungarico. Odilo Globočnik, così si chiamava, apparteneva a una famiglia piccolo borghese di origine slovena, ma del tutto tedeschizzata (a casa i genitori parlavano solo tedesco). Globočnik, in ogni caso, conosceva benissimo l’italiano cosa che lo aiuterà a fare carriera nelle Ss. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale, il padre viene richiamato in servizio come ufficiale e la famiglia si trasferisce Klagenfurt. Non rientrerà a Trieste, nel frattempo divenuta italiana e dove il gruppo etnico tedesco subirà una dura pulizia etnica.

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Globočnik si iscrive al partito nazista austriaco e svolge attività clandestina fino a quando, nel 1938, l’Austria viene annessa al Terzo Reich. Dopodiché la carriera del nazista di Trieste (così si intitola la sua biografia, scritta da Siegfried J. Puecher e pubblicata da Beit: ecco un estratto) diverrà sfolgorante. Adolf Hitler lo nomina Gauleiter (governatore civile di Vienna). Qui dà il via alle “arianizzazioni”. «Migliaia di viennesi approfittarono delle circostanze per arricchirsi, prendendo possesso di imprese e negozi di ebrei». In questa posizione, però, dura soltanto un anno. Soccombe in una lotta interna tra fazioni del partito nazista, ma la motivazione ufficiale è di non aver fornito la documentazione contabile del suo ufficio.

Heinrich Himmler, il comandante delle Ss, gli aveva già messo gli occhi addosso. Dopo la destituzione, Globočnik cade in disgrazia, ma Himmler gli lancia una ciambella di salvataggio: l’arruolamento nelle Ss. Il nazista di Trieste accetta e comincia la sua carriere dal grado più basso di sottufficiale: Himmler voleva che uno abituato a dare ordini fosse anche in grado di obbedire. Diventerà generale e comandante della polizia e delle Ss di Lublino, in Polonia. Himmler gli ordina di pianificare l’Aktion Reinhardt che avrebbe dovuto portare al totale sterminio degli ebrei polacchi. Globočnik fa allestire quattro campi di sterminio, Chelmno, Belzec, Sobibor e Treblinka, in zone poco popolate della Polonia orientale.

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Intanto arriva l’8 settembre 1943, con l’armistizio dell’Italia e la costituzione della Repubblica sociale. Ma tutta la fascia di territorio che va da Bolzano a Fiume viene annessa direttamente al Terzo Reich. Trieste, il Friuli, l’Istria, Lubiana e Fiume costituiscono l’Ozak (Operationszone Adriatisches Küstenland), Odilo Globočnik viene mandato nella sua città natale per ricoprire il ruolo di comandante della polizia e delle Ss. Il fatto che conoscesse il territorio e parlasse italiano ha senza dubbio giocato a favore della sua scelta, ma c’è anche dell’altro. La Germania nazista tentava di presentarsi a Trieste, in Istria e in Slovenia come l’erede dell’impero austroungarico. I tedeschi avevano fatto convergere su Trieste tutti gli ex ufficiali austroungarici ora nella Wehrmacht che avevano servito in quella zona durante la Prima guerra mondiale; promuovevano manifestazione e feste per i reduci austroungarici e si mettono pure a stampare un quotidiano in tedesco, il Deutsche Adria-Zeitung, erede del Triester Zeitung e del Triester Tagblatt dei tempi dell’aquila bicipite. Infine approntano anche un piano di deitalianizzazione di Trieste e del Litorale (la regione che gli italiani chiamano Venezia Giulia), tuttavia mai messo in pratica. Prevedeva la deportazione degli italiani arrivati nell’area dopo il 1918.

Globočnik si insedia a Trieste il 23 settembre 1943 e si porta dietro 430 collaboratori da Lublino, tra questi anche 92 membri del contingente che si occupava dello sterminio degli ebrei. Sembra che il boia ucraino soprannominato Ivan il Terribile che operava all’interno della Risiera di San Sabba (l’unico lager nazista in Italia) potesse proprio essere Ivan Demjanjuk, responsabile dello sterminio di quasi trentamila persone a Sobibor e morto a 91 anni in Germania nel 2012. Dopo l’arrivo di Globočnik a Trieste, cominciano i rastrellamenti e le deportazioni di ebrei, la prima il 9 ottobre 1943, il giorno di Yom Kippur, le ultime nel febbraio 1945.

Gli ebrei, ma anche numerosi partigiani e prigionieri politici sloveni e croati, vengono portati alla Risiera, in attesa dei treni per Auschwitz. Molti, però, soprattutto tra i non ebrei, a quei treni non ci arrivano perché vengono finiti prima, spesso a colpi di mazza ferrata inferti dalle guardie ucraine di Ivan il Terribile.

Il comando delle Ss a Trieste era insediato in una palazzina in stile fascista in piazza Oberdan, costruita nell’area dove in precedenza sorgeva la Caserma Grande austriaca, sede dell’imperial-regio reggimento di fanteria n. 97. Gran parte della repressione nazista a Trieste e in Istria tra il 1943 e il 1945 deriva dagli ordini impartiti da Globočnik. Questi, sotto l’incalzare dell’avanzata dei britannici dell’VIII Armata fugge in Carinzia e si rifugia nella zona del Weissensee. Viene catturato dagli inglese e si suicida col veleno il 31 maggio 1945.

Per lungo tempo, tuttavia, si ritiene che Globočnik non sia realmente morto, tanto che i servizi segreti israeliani continuano a cercarlo, scrive di lui La Stampa del 18 agosto 1964: «Si tratta di un ex generale che si dice sia morto benché gli agenti del servizio segreto israeliano siano invece convinti che sia tuttora in vita e che si nasconda in qualche parte sotto falso nome». Invece il Mossad, questa volta, si sbaglia: il nazista di Trieste era morto davvero.

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