Si rovescia una nave di migranti: 34 morti, 10 bambini

Al largo di Lampedusa

È ancora emergenza nel canale di Sicilia: una nave con circa 250 migranti si è capovolta e delle persone sono in mare. Il naufragio sarebbe avvenuto a circa 70 miglia a Sud Est di Lampedusa. I corpi recuperati sono per il momento 34, ma il primo bilancio parla di 50 vittime. Tra i cadaveri, ci sarebbero anche quelli di dieci bambini. Finora sull’isola sono stati portati 21 cadaveri. I superstiti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza dell’isola. 

Sul posto sono subito accorse due navi della Marina militare, il Libra e l’Espero con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili. Circa 200 superstiti sono stati portati a bordo delle navi della Marina. Secondo la testimonianza fornita a SkyTg24 dal comandante di una delle navi che hanno soccorso migranti, «ci sarebbero decine e decine di morti, tra cui anche donne e bambini». 

A dare l’allarme sul naufragio a sud di Lampedusa è stato verso le 17 dell’11 ottobre un velivolo maltese, che ha visto letteralmente affondare l’imbarcazione carica di migranti. In zona, oltre a due unità della Marina militare (il dispositivo di soccorso era stato potenziato proprio ieri), sono accorse un velicolo della Capitaneria di porto e una motovedetta maltese. Da Lampedusa sono immediatamente partite due motovedette della Guardia costiera, due della Guardia di finanza e un elicottero della Guardia di finanza.

La ressa sulla nave avrebbe provocato il capovolgimento dell’imbarcazione. Le Forze armate maltesi (Afm) hanno spiegato che il barcone era già sotto osservazione da parte del Centro di coordinazione e salvataggio: «La barca, sebbene diretta a Lampedusa, pareva instabile».

È passata solo una settimana dalla tragedia di Lampedusa: 311 i cadaveri recuperati finora.

Ecco la mappa interattiva della Marina militare che fotografa il traffico nel Canale di Sicilia. 

Il premier Enrico Letta e il primo ministro maltese, Joseph Muscat, si sono tenuti in contatto telefonicamente, concordando sulla necessità di sottoporre la questione immigrazione alla prossima riunione del Consiglio europeo. «Noi siamo la frontiera europea, non è solo un nostro problema, è un problema dell’Europa – ha detto Muscat secondo quanto riporta Malta Today -. Oggi abbiamo fatto il nostro dovere di salvare i naufraghi. Se non fosse stato per le forze militari maltesi che hanno gettato una zattera di salvataggio, più persone sarebbero morte».

In serata Muscat ha aggiunto che il nuovo naufragio «è un’altra sveglia per l’Europa. Quante altre persone devono morire prima che ci sia un intervento? Malta e Italia lavorano insieme e si sentono abbandonate su questo tema. Questo è un problema europeo. Questi disperati cercano un futuro in Europa e l’Europa non può diventare cieca. I mari intorno a noi si sono trasformati in cimiteri».

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