L’età effettiva di pensionamento combinata alla speranza di vita all’età del pensionamento contribuiscono entrambe a definire gli anni medi attesi in pensionamento. L’Italia, che ha riformato il sistema pensionistico passando al contributivo proprio con l’intenzione di porre relazione diretta le due variabili tramite un collegamento più stretto fra contributi, pensione e speranza di vita, ha forse ecceduto nel disegnare un periodo transitorio troppo lungo. La Svezia, altro stato UE con sistema nozionale contributivo simile al nostro, ha una performance più soddisfancente in termini di anni attesi percependo una pensione: 22 anni per le donne e 17,4 per gli uomini, contro i ben 26,1 e 21,6 rispettivamente per l’Italia. Paradossalmente, siamo in una situazione abbastanza simile alla Francia che si basa ancora su un sistema retributivo “defined benefit” simile a quello esistente nel nostro paese prima della riforma Dini.
21 Novembre 2013