Le app più utilizzate in Italia? Quelle delle banche

Mobile banking

Avevamo già descritto in questo articolo la crescita del settore del mobile banking in Italia, come si sia trasformato negli ultimi anni e come gli utenti preferiscano in larga parte utilizzare lo smartphone rispetto al tablet per le operazioni di questo tipo. Il numero di utenti orientato verso un approccio di tipo tecnologico con il proprio istituto di credito cresce a vista d’occhio: 4,5 milioni coloro i quali utilizzano gli sms (+30% rispetto al 2011); 2,5 milioni quelli invece che ricorrono ad app e siti mobile (+45% rispetto al 2011).

In questo contesto, le banche si preparano ad affrontare una fase completamente nuova per lo sviluppo del mobile banking, sull’onda della rapida evoluzione tecnologica in atto. Evoluzione che favorisce la predisposizione dell’utente all’utilizzo delle nuove tecnologie disponibili. Ecco perché appare necessario, da parte degli istituti bancari, analizzare i profili dei clienti, approfondendone la conoscenza sui comportamenti, in modo tale da progettare un’offerta di servizi coerenti con le loro abitudini ed esigenze.

Il punto di partenza per tracciare un profilo dellutente che usufruisce in maniera regolare dei servizi di mobile banking è dato in prima istanza dallanalisi delle caratteristiche socio-demografiche del “mobile surfer”, ovvero colui che, in generale, naviga su internet da smartphone o tablet. Luniverso dei “mobile surfer” si compone principalmente da uomini di età compresa tra i 25 e i 44 anni. Si registra, negli ultimi tempi, un considerevole aumento degli utenti più giovani, quelli nella fascia detà compresa tra i 16 e i 24 anni. Una situazione giustificata dal fatto che sono sempre più in commercio telefoni che offrono buone prestazioni a costi moderati, con laggiunta poi della diffusione di tariffe flat, messe a disposizione dalla maggior parte degli operatori telefonici.

Sul versante della frequenza di utilizzo degli smartphone, secondo quanto riporta il rapporto sul mobile banking realizzato da ABILab, cresce la percentuale dei “daily user”, ovvero gli utenti che usano giornalmente tale dispositivo per la consultazione di siti web via mobile. Se si va a guardare poi nel dettaglio, come mostrato nel grafico, alle aree di maggior interesse per le operazioni online, queste ricadono all’interno di quattro macroaree: informazioni, entertainment, social e acquisti. Con particolare attenzione per i social network. Per quanto riguarda invece i settori per i quali la maggior parte degli utenti scarica app o cerca informazioni dettagliate troviamo: viaggi e trasporti, banche e/o assicurazioni e abbigliamento. Inoltre dai dati risulta come siti mobile (o App) delle banche risultino i più visti.

Un aspetto rilevante tra gli utenti che usufruiscono dei servizi mobile riguarda la gestione della privacy. La maggioranza delle persone è propensa a concedere il proprio consenso per la ricezione di notifiche, solo nei confronti di soggetti di cui ci si fida, o in caso di servizi che tendono ad essere ritenuti di estrema utilità. Una percentuale significativa di soggetti invece non è disposta a diffondere facilmente informazioni riguardo alla propria posizione.

Mettendo a confronto quanto detto con il profilo dell’utente che utilizza specificatamente servizi di mobile banking colpisce il fatto che la distribuzione per sesso non differisca in modo rilevante tra le due tipologie di utenti, come mostrato nel grafico. Per quanto riguarda invece la fascia d’età, è possibile notare come sia ridotta la percentuale di soggetti molto giovani che utilizzano servizi di mobile banking (a favore di quelli tra i 25 e i 34 anni), una circostanza dovuta al particolare target di questa tipologia di servizi. Nel caso della modalità di utilizzo dei servizi bancari via mobile, è interessante evidenziare come la totalità degli utenti del campione intervistato nel rapporto dichiari di farne un uso di tipo informativo, mentre il 73% di essi sostiene di utilizzare anche servizi dispositivi. Valore, quest’ultimo, che si restringe ulteriormente al 59% nel caso di utenti solo smartphone.

Se si prendono in considerazione poi i luoghi e i momenti preferiti per ricorrere all’uso di servizi dispositivi, emerge che l’utilizzo più frequente si registra durante la mattinata (43%) e i luoghi più gettonati sono la propria casa o l’ufficio (rispettivamente 64% e 47%). Questo fattore può essere legato al fatto che per effettuare tali operazioni sia necessaria la dovuta privacy. Situazione opposta invece per gli utenti “mobile surfer” in cui le modalità di utilizzo dei servizi dispositivi sono maggiormente distribuiti lungo tutto l’arco della giornata e in contesti come i momenti d’attesa.

Infine, un punto su cui riflettere – e su cui gli istituti bancari stanno operando principalmente – riguarda le motivazioni per cui gli utenti non hanno mai eseguito operazioni bancarie dispositive da mobile. La maggior parte dei soggetti intervistati non utilizza tali servizi perché già soddisfatta dei canali attuali della banca; mentre altri sostengono di non avvertirne la necessità o l’utilità. Su quest’ultimo aspetto sembra sia più complicato intervenire da parte degli istituti di credito, mentre esiste un margine d’azione nei confronti della componente legata alla ridotta sicurezza percepita nelle operazioni dispositive effettuate via mobile. 

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