Casaleggio in Parlamento: «Nel 2014 verrò più spesso»

Prima volta a Palazzo

C’è sempre una prima volta. E per Gianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento 5 Stelle, è stata giovedì con l’ingresso alla Camera dei Deputati. L’arrivo in tarda mattinata è coperto dal segreto, neanche quelli del gruppo comunicazione sanno nulla: «Una sorpresa, molto più dell’ultima visita di Grillo», che stavolta non si presenta. Intanto i parlamentari fanno altro: c’è chi è al lavoro in commissione, mentre una nutrita pattuglia assedia il ministero dell’Economia per l’apertura del fondo per le pmi in cui versare le eccedenze dello stipendio. Nessuna assemblea plenaria. A Montecitorio il guru riceve i presenti, che via via beneficiano del passaparola e lo raggiungono: «Ha visto parlamentari diversissimi, dai talebani ai più critici», riferiscono a Linkiesta fonti interne. Per molti è stata la prima vera occasione di incontrare il gran sacerdote del grillismo «in carne ed ossa», conoscerlo e fare due chiacchiere.

«Averlo a Roma è bello», gongolano i pasdaràn. Sono scambi informali durante i quali Casaleggio chiede conto dell’attività parlamentare, si informa sull’apertura del fondo pmi e sulla battaglia alle lobby. «È arrivato qui determinato, ma si è messo ad ascoltare con grande disponibilità». Il dialogo scorre senza incontri privati e si perpetua nel primo pomeriggio a Palazzo Madama con i senatori pentastellati. Anche qui sorrisi e strette di mano conditi da vistose assenze, come quella della capogruppo Paola Taverna impegnata al sit–in presso il ministero dell’Economia. 

Tra i presenti si segnalano i “dialoganti” Luis Orellana e Francesco Campanella, che al cofondatore provano a porre questioni come l’atteggiamento da tenere nei confronti degli altri partiti e il rischio isolamento del M5s. Il tempo a loro disposizione è limitato, il guru è glaciale: «L’ho abbracciato e lui mi ha pregato di non usare il nome della Casaleggio Associati per non danneggiare i suoi dipendenti», dichiara a fine incontro OrellanaIl bottino dei dissidenti è magro, «i dubbi restano». Oltre al summit «non c’è stato nessun confronto sul piano politico», sottolinea a Linkiesta un altro parlamentare iscritto all’area critica, che confida: «Non si è andati a fondo delle questioni interne».

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Nessuna tavola rotonda su linea e strategie da condividere col gruppo parlamentare: tutti i discorsi sono rinviati a gennaio 2014, quando i Cinque Stelle dovranno portare la loro proposta di legge elettorale scritta con l’ausilio degli attivisti sul web. Il leader lascia intendere che con l’anno nuovo tornerà più spesso, magari ci sarà spazio per riaprire i negoziati. Nel frattempo a Palazzo si consuma «una visita di cortesia» in cui i più coraggiosi fanno emergere le critiche sulla gestione dei contenuti del blog beppegrillo.it, che spesso imbarazza i parlamentari, e il cofondatore M5s opta per un diplomatico concorso di colpa: «Ci sono stati degli errori, a volte abbiamo sbagliato noi a volte avete sbagliato voi».

Nel mezzo l’ex manager Telecom si blinda in riunione col gruppo comunicazione, la motivazione ufficiale: fare il punto sull’agenda 2014. «Solita atmosfera informale, siamo in confidenza e ci vediamo spesso anche a Milano», fanno sapere dall’ufficio stampa alludendo ai meeting periodici presso la Casaleggio Associati. Eppure all’ordine del giorno svettano i problemi di coordinamento tra gli staff di Camera e Senato, mesi di lavoro e metodi che non combaciano, remore esplicitate nel summit a porte chiuse che prova a riordinare i ruoli ma indispettisce qualche parlamentare. Il clima è tutt’altro che disteso: nel primo pomeriggio via sms circola l’ipotesi, poi smentita, del licenziamento di Nicola Biondo, responsabile comunicazione alla Camera. Tra dubbi e autocritiche, il guru si prende le sue responsabilità e assicura: «Nel 2014 tornerò da voi».

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