La Direzione nazionale del Pd, in diretta

Il confronto fra Renzi e Letta

Liveblogging dell’Assemblea Nazionale del Partito democratico

19.52 Renzi: «Se il presidente del Consiglio vuole cambiare lo schema di governo, lo dica, il 20 mi sembra la data migliore» 

19.48 «Siamo stati sempre seri con il governo» ricorda Renzi

19.28 Orfini: «Elezioni adesso sarebbero un nostro fallimento»

19.21 Giorgio Tonini: «Quelli di noi che chiedevano un segretario che si occupasse solo del partito oggi vogliono un segretario a palazzo Chigi»

18.13 Fassina: «Concentriamoci sul programma di governo e vediamo se lo condividiamo: non facciamoci logorare e nel caso andiamo a elezioni»

17.42 Il deputato Cinque Stelle Riccardo Fraccaro commenta in una nota lo svolgimento della direzione Pd, durante la quale il segretario ha dedicato un passaggio proprio ai grillini. «Renzi chiede asilo a De Benedetti – spiega Fraccaro – ma è un rifugiato politico di destra, passa il tempo ad insultare il Movimento 5 Stelle per nascondere che le sue controriforme stanno resuscitando Berlusconi».

17.39 Letta: «I problemi che abbiamo avuto dopo il voto dello scorso anno rimarranno se non faremo le riforme»

17.28 Gentiloni su Renzi-Letta cita Schopenhauer «La vita è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia»

17.20 «C’è un’intesa con le principali forze politiche e questo doppio lavoro dopo il 15 febbraio sarà affidato alla discussione parlamentare: sul superamento del Senato si partirà al Senato, sul Titolo V alla Camera. È una poderosa iniziativa costituzionale». Così Matteo Renzi illustrando in direzione il pacchetto di riforme

17.09 Renzi: «Soffro per i grillini chiusi dentro un blog»

17.04  Matteo Renzi:«Nessuno qui dentro ha mai detto che l’accelerazione sulle riforme è un errore. Se siiamo ad un passo dal pacchetto delle riforme è perché ha preso un’iniziativa il Pd. Il Pd dà una mano al paese in questo modo».

16.48 Renzi si tira fuori dal rimpasto: «Non spetta al Pd chiederlo». Ma c’è una timida apertura: «Indichi quali nelle sede istituzionali e se ne discute alla luce del sole»

16.45 «Giochiamo a carte scoperte, a ciascuno di noi tocca rispettare le responsabilità che toccano il proprio ruolo» spiega Renzi

16.40 Renzi: «Se Berlusconi-Bossi-Casini ci battono,il problema siamo noi»

16.37 «Non è un sistema elettorale che favorisce gli uni o gli altri: le elezioni si vincono prendendo i voti» dice Renzi

16.32 «Perchè Amsterdam sì e Torino no?» si domanda Renzi che parla dello spostamento delle sedi di Fiat 

16.30 Renzi: «Mi ha colpito che sullo spostamento di Fiat si sia parlato molto meno del rimpasto»

16.27 MatteoRenzi: «Vogliamo modificare il nome del Partito socialista europeo»

16.26 «Giovedì 20 febbraio al Nazareno si discuterà del Job Act» ricorda Renzi

16.22 Il segretario del Pd Matteo Renzi ha dato il via alla segreteria del Pd

16.10 A rendere tutto più complicato al Nazareno, tra esponenti del Pd e giornalisti, sono i turisti giapponesi che intasano la strada

Turisti al Nazareno

16.09 I più furbi sono Roberto Speranza e Franceschini. Il capogruppo dem alla Camera e il ministro dei Rapporti con il parlamento entrano nella sede del Pd quasi di nascosto svicolando le domande dei giornalisti presenti all’ingresso. 

16.05 – Arriva Gianni Cuperlo, il capo della minoranza, parla educatamente, fin troppo piano. Insiste sulla legge elettorale: «È migliorabile in parlamento» È convinto che si possa cambiare sulle liste bloccate. Sul governo Renzi risponde con un sorriso: «Il governo c’è già ed è quello di Enrico Letta». 

16.04 Dario Nardella e Francesco Sanna, renziano il primo e lettiano il secondo, si fermano a chiacchierare vicino al Nazareno a un centinaio di metri, lontano da sguardi indiscreti

16.02  – In attesa del segreterio Matteo Renzi al Nazareno arriva Paolo Gentiloni: «Il rimpasto? Secondo me non interessa a nessuno». E a chi gli chiede se ci sarà una staffetta tra Letta e Renzi risponde: «Il governo Renzi è fantascienza». 

15:00 Matteo Renzi ha anticipato la sua idea di revisione del Senato: sarà composto da «150 persone, di cui 108 sindaci di comuni capoluogo, 21 presidenti di Regione e 21 esponenti della società civile, che saranno scelti temporaneamente dal presidente della Repubblica per un mandato». Il Senato «non vota il bilancio, non dà la fiducia, ma concorre all’elezione del presidente della Repubblica e contribuisce all’elezione dei rappresentanti degli organi europei». Su questa idea «c’è l’accordo dei principali partiti».

La diretta di Youdem.tv

Per approfondire

C’è un clima da resa dei conti, montato in questi giorni anche per le dichiarazioni di Romano Prodi che, salvo poi smentire, avrebbe detto che l’Italicum aiuta «a vincere Berlusconi». Nel Pd è guerra aperta, anche se sono in tanti a buttare acqua sul fuoco, evitando di riportare l’attenzione «sullo scontro tra Enrico e Matteo». Eppure i sostenitori di Letta attendono con ansia le sue parole dopo il viaggio nella penisola arabica. Si aspettano una forte presa di posizione nei confronti del primo cittadino di Firenze, da tempo abituato a bombardare l’esecutivo, con la richiesta di un «cambio di passo» e con critiche a tutto campo. Si dice che Letta sia «infuriato», pure per le continue voci che darebbero Renzi come possibile suo sostituto a palazzo Chigi. E che nel suo discorso dovrebbe chiedere al segretario del Pd di partecipare al rimpasto di governo, di firmare un accordo sulla durata dell’esecutivo. Il presidente del Consiglio ne avrebbe parlato anche con Napolitano durante una telefonata di mercoledì 4 febbraio. (continua)

È destino che i due si cerchino, si spiino, si sfuggano, in un conflitto tormentoso e profondo. Sono figli della stessa storia, in comune hanno la giovane età e quel vago sapore di oratorio che in Italia è un modo speciale di essere di sinistra, tirare calci al pallone e andare a messa. Ma a dividerli è la politica, l’uno è il polo positivo, l’altro è il polo negativo del centrosinistra italiano. Non possono mai incontrarsi, Enrico Letta e Matteo Renzi sono destinati a sorti opposte, il successo del primo corrisponde alla sconfitta del secondo. (continua)

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