La sudditanza psicologica alla Juve, metafora italiana

Le polemiche dopo Juventus-Torino

Fa bene oggi il Corriere dello sport ad aprire il giornale sullo “Scandalo arbitri”. Fa bene a dare enorme rilievo all’interrogazione del deputato Pd Marco Miccoli: “Non falsate il campionato”, la prima vera rogna politica per il presidente incaricato (e viola) Matteo Renzi. Fa bene Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Nuovo Centrodestra a riesumare una locuzione antica, ma pur sempre attuale: “Sudditanza psicologica”, che si porta dietro tanti derivati calcistici e non. Ad esempio quelli su cui hanno litigato a Tiki-taka, ospiti di Pierluigi Pardo, uno juventino sfegatato come Giampiero Mughini e un insospettabile ultras granata (con tanto di cravatta amaranto) come Mario Giordano. «Ci sono stati rubati tre derby – ha attaccato il direttore del Tg4 -, Rizzoli era davanti ai due giocatori, non può non aver visto, la sua è palese malafede!». E Mughini: «Ma cosa stai dicendo? Faccio finta che tu ti sia preso una licenza poetica, perché le tue sono argomentazioni da querela!». 

Per capire quanto sia importante questa polemica basta pensare che gli episodi di arbitraggio controverso, e contestazioni di favoreggiamento sono moltissime: il 25 settembre (Chievo-Juventus 1-2), sull 1-1 viene annullato un gol di Paloschi al Chievo (clamoroso). Il 29 settembre (Torino-Juventus 0-1), il gol di Pogba all’84’ è irregolare, perché Tevez è in fuorigioco sulla linea di porta e il fallo su Asamoah che porta un rigore alla Juve (il 27 ottobre, Juventus-Genoa 2-0) è indubitabilmente fuori area. Il 9 febbraio (in Verona-juventus 2-2) il primo gol di Tevez è in fuorigioco (difficile, ma nella stessa giornata, al derby, alla Roma viene annullato un gol a Gervinho, il derby finìsce 0-0). Domenica lultima partita della discordia,  Juventus-Torino 1-0: a pochi minuti dalla fine cè un calcio di rigore negato al Toro, lormai celeberrimo intervento su El Kaddouri che secondo Giordano non si poteva non vedere. Nella stessa partita Vidal, già ammonito per aver pestato generosamente Cassano, viene graziato per ben due volte dall arbitro e non viene espulso dopo un altro fallaccio, sempre su Cassano (Conte capisce laria e sostituisce il cileno) che si chiude per di più con un paio di vaffa rivolti allarbitro e un dito medio sollevato (per molto meno Daniele Conti del Cagliari si è preso due giornate, lui nemmeno un cartellino). Per non parlare di due gol bianconeri in fuorigioco con il Verona  (il 9 febbraio).

L’intervento di Pirlo su El Kaddouri, fotogramma per fotogramma

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Alla Roma manca un rigore proprio col Torino sull 1-1 (toro roma 1-1) col Sassuolo 1-1 (sull 1-0 su Ljajic) con l’Atalanta e col Milan. Juve e Roma hanno perso una sola volta, la differenza la fanno i pareggi. E solo con il Torino la Juve, con altri arbitraggi, avrebbe potuto perdere quattro punti. «Cosa volete dire – gridava Mughini a Tiki Taka – che ci sono episodi di corruzione arbitrale? Abbiate il coraggio di dirlo». «No – rispondeva Giordano – basta la malafede». Aggiungeva un altro opinionista come Giancarlo Padovan: «Rizzoli è stato un arbitrino…».

Ma il problema è più vasto di una semplice valutazione su un errore arbitrale: la “sudditanza psicologica” è la declinazione calcistica di un eterno problema italiano: l’istinto di correre in soccorso del vincitore, il conformismo, la reverenza non dovuta verso i potenti. Per falsare un campionato non serve un complotto di corruttori, come dice Mughini, basta la sottomissione volenterosa e zelante verso il potere.

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