Portineria MilanoTangenti, quelle serate alla Scala a spese di Agusta

Processo a Busto Arsizio

Spunta di nuovo il Teatro alla Scala nel processo in corso a Busto Arsizio che vede imputati di corruzione internazionale l’ex amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi e l’ex numero uno di AgustaWestland Bruno Spagnolini per le presunte tangenti sulla vendita di 12 elicotteri all’India; una vicenda che sta facendo tremare anche il governo indiano. Di serate alla Scala a spese dei vertici di Agusta si era già parlato nel febbraio 2013 sui quotidiani canadesi quando, dopo l’arresto di Orsi, l’ex Ceo di Ornge (Ontario Air Ambulance) Chris Mazza, personaggio «visionario» e «amante della bella vita», finì in uno scandalo di corruzione dove spuntarono presunte irregolarità rispetto a una commessa per 12 eliambulanze dell’azienda di Varese: in un viaggio in Italia nel 2011 Mazza aveva partecipato a una serata scaligera con la fidanzata Kelly che per l’occasione indossò un vestito da 3mila dollari. Per l’occasione sarebbe stato presente anche Orsi.

A parlare questa volta di una serata al teatro del Piermarini in aula è stato il 4 febbraio Giacomo Saponaro – ex senior vice president international business di Agusta Westland ora in pensione – ascoltato perché la sua firma compare sotto il contratto da 550 milioni di euro con l’India: all’epoca era responsabile del team di negoziazione per l’appalto degli elicotteri AW101. Dopo una serie di risposte contraddittorie al pm Eugenio Fusco, («non ricordo, sono passati troppi anni») e dopo aver persino detto di non conoscere il capo di Stato Maggiore dell’Aereonautica Sashi Tyagi – accusato di aver modificato i requisiti tecnici di gara favorendo così l’azienda controllata da Finmeccanica – Saponaro ha ceduto alle domande sempre più incalzanti del magistrato. E ha svelato un particolare che potrebbe pesare nel processo. 

Non solo conosceva Tyagi – mostrato in foto da Fusco durante l’udienza e riconosciuto dal teste – ma era stato con lui alla Scala insieme con la moglie, con lo stesso Orsi e persino con Amedeo Caporaletti, al tempo presidente dell’azienda varesina e tra i dirigenti più potenti di tutta l’azienda. In tutto otto persone, quindi, (oltre a Tyagi erano tutti accompagnati dalle mogli ndr) che avrebbero partecipato a questa serata, con relativo classico dopo cena nell’esclusivo ristorante da Biffi. La collocazione temporale dell’evento, però, non è chiara. Di certo c’è che Saponaro non è un esperto di opera e musica classica: «Non ne capisco niente». 

Saponaro – che era già stato sentito a Napoli da Enzo Piscitelli e John Woodcock – ha parlato di un periodo che oscilla tra il dicembre del 2006 e il marzo del 2007. Ma ha confermato all’avvocato di Spagnolini che avvenne prima del pensionamento di Tyagi dall’aeronautica indiana avvenuto proprio alla fine di marzo. È un dettaglio non da poco perché la gara per gli elicotteri era appena stata aperta ma non si era ancora conclusa. Non solo. Il teste italo-americano Guido Ralph Haschke aveva smentito pagamenti a Tyagi o alla sua famiglia, la cosiddetta The Family che compare nel foglietto compilato dall’altro intermediario Christian Mitchell, pubblicato da Linkiesta il 9 gennaio, dove compare, tra i destinatari delle presunte tangenti, anche la sigla AP, riconducibile forse a Ahmed Patel, braccio destro di Sonia Gandhi. 

La versione di Saponaro dovrà essere confermata. Il passaggio di un capo di stato maggiore in un paese straniero viene di norma registrata dalla nazione ospitante. Ma non è detto che la visita sia avvenuta in forma privata, «a livello militare» spiegano gli esperti di diplomazia. «Sono stato comandato di andare alla Scala», ha detto l’ex dirigente, ricordando che Tyagi avrebbe soggiornato al Grand hotel et de Milan, storico albergo di lusso in via Manzoni. E alla domanda su chi avrebbe pagato la cena Saponaro ha risposto: «Arrivò alla fine Maggioli (Gianni, responsabile eventi di Agusta Westland ndr) a saldare il conto». 

Tra il 2006 e il 2007, quando la vicenda dei Marò era distante anni luce, ci furono diversi incontri diplomatici tra Italia e India. Era la fase precedente alla vittoria per l’Expo 2015, il sindaco Letizia Moratti viaggiava da una parte all’altra del mondo, vantando un’ottima intesa con New Dehli. La Camera di Commercio di Milano organizzò un incontro a palazzo Mezzanotte con l’imprenditoria indiana e italiana. E anche spedizioni di aziende del nostro Paese a Bombay. Erano gli anni del boom indiano, tanto che pure la regione Lombardia di Roberto Formigoni si spostò in massa nel gennaio del 2007 a presentare il modello lombardo al governo indiano. La Scala è sempre stato un punto di incontro rinomato della politica e dell’imprenditoria italiana. Nel ’700, oltre che di affari, si discuteva anche di amore, tanto che la leggenda narra che Alessandro Manzoni, celebre autore dei Promessi Sposi, fosse stato concepito proprio durante una rappresentazione teatrale. A distanza di 230 anni la storia cambia. E c’è il rischio che questa volta a teatro sia stato concepito l’affare per gli elicotteri di Agusta Westland ora sotto inchiesta. 

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