Il museo che raccoglie i rumori perduti

Suoni che se ne vanno

Ci sono suoni che non si sentono più. Erano parte della vita quotidiana di tutti e che ora stanno scomparendo, di fronte a nuovi rumori, nuove tecnologie che prendono il loro posto. Per chi è nostalgico e ha paura di dimenticarsi il rumore del telefono a ghiera, un rimedio c’è: un museo dei rumori perduti. L’idea è di Torsten Nilsson uno dei curatori del Museo del Lavoro (Arbetets Museum) di Norrköping, avrà fondi europei e una rete di collegamento con altri musei d’Europa.

L’idea è di conservare i suoni per la posterità: molti di loro, del resto, raccontano storie specifiche per ogni paese. Per il Belgio, ad esempio, saranno scelti i suoni di una fabbrica di cioccolato. I suoni devono essere “veri, non ricostruzioni digitali” e devono essere fatti con registrazioni di ottima qualità.

La campagna di registrazione è cominciata a marzo: i primi sono stati i bip dei primi computer, ma anche il fracasso di un trattore. Alla fine tutti i suoni saranno pubblicati sul sito Europeana.it, e saranno accessibili a tutti. Per non dimenticare (anche le cose che ci danno fastidio).

Il rumore dei vecchi computer potrebbe tornare in mente a molti

O quello dei telefoni a ghiera

Per gli Sloveni, potrebbero essere salvati i rumori dei vecchi frigoriferi

Per i finlandesi il suono leggero degli aghi per i tatuaggi

I mulini d’acciaio tedeschi

Per la Polonia, i mitici rasoi

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