Chi è Amin Gemayel

Chi è Amin Gemayel

«Ho spedito Dell’Utri a Beirut qualche giorno fa perché Vladimir Putin mi ha chiesto di sostenere la campagna elettorale di Amin Gemayel», ha confidato Silvio Berlusconi a un gruppo di dirigenti di Forza Italia secondo quanto riferisce il quotidiano La Repubblica.

Ma chi è Amin Gemayel? 

Alcune informazioni sintetiche estrapolate da Wikipedia English:

Amin Gemayel è stato Presidente del Libano tra il 1982 e il 1988, ed è il leader del Kataeb Party. È stato eletto Presidente dalla Assemblea nazionale il 21 settembre 1982 dopo la morte del fratelo Bachir Gemayel, eletto solo un mese prima ma assassinato prima di assumere la carica.  

Amin appartiene a una famiglia Maronita con una lunga discendenza in Libano e originaria della regione nordica del Paese. Amin è il figlio maggiore di Pierre Gemayel, fondatore del Kataeb Party, e di Geneviev Gemayel. Il nonno fu costretto a lasciare il Libano per via della sua opposizione all’impero Ottomano. 

Nel 1970, grazie a una speciale elezione suppletiva, viene eletto parlamentare dell’Assemblea nazionale per succedere al posto che aveva tenuto fino alla sua morte lo zio Maurice Gemayel. Superò il suo antagonista Fu’ad Lahud col 54% dei voti espressi contro il 41%. Fu rieletto nel 1972, nel corso delle ultime elezioni libere che ebbero modo di svolgersi per circa un ventennio, prima dell’intervento militare delle forze armate siriane della FAD.

La presidenza ai tempi dell’occupazione siriana del Libano

Se il fratello minore Bashir era visto come un politico più radicale, favorevole all’espulsione dal Libano dei combattenti palestinesi installati in un regime autonomo di autogoverno nel Sud del Libano, Amin Gemayel era più moderato. Amin evitò innanzi tutto di alienarsi le simpatie dei politici musulmani, a differenza di suo fratello. 

Ma con le forze armate straniere che occupano i due terzi del Paese (la Siria nel nord e nell’est e Israele nel sud) e le milizie para-militari che occupano quasi tutto il resto del Libano, è impossibile per Amin Gemayel esercitare effettivamente la presidenza. I suoi sforzi per conseguire un accordo di pace con Israele sono contrastati dalla Siria e dai politici di fede islamica. 

Il mandato di Gemayel finisce il 23 settembre 1988, e a causa dei termini costituzionali non può ripresentarsi alle elezioni presidenziali. La Siria, che occupa ancora la maggior parte del Libano sotto le formali insegne della FAD, insiste per proporre Mikhael Daher, ben noto per le sue posizioni filo-siriane, ma tale scelta è impossibile da accettare per i politici cristiani che propongono invece Dany Chamoun, figlio dell’antico presidente Camille Chamoun, o il gen. Michel Aoun (ʿAwn), il comandante dell’esercito libanese. Ma Chamoun e Aoun sono entrambi inaccettabili agli occhi dei Siriani e i politici musulmani del Libano.

Ne nasce una crisi costituzionale. Quindici minuti prima del termine del mandato presidenziale, Gemayel designa Aoun al posto di Primo ministro, in palese violazione del mai scritto Patto Nazionale del 1943, che assegna la carica di Presidente della Repubblica a un maronita, la carica di Presidente del Consiglio a un musulmano sunnitala carica di Presidente del Parlamento (Assemblea Nazionale) a un musulmano sciita e la carica di Capo di Stato Maggiore dell’esercito libanesea un druso

I politici e i signori della guerra musulmani rifiutano allora di riconoscere il Governo Aoun, e riconoscono al contrario un governo rivale, guidato da Salim el-Hoss.

Esilio

Gemayel fugge in esilio per i dodici anni seguenti, andando a vivere in Svizzera, Francia e Stati Uniti d’America dove fu conferenziere presso il Dipartimento di Affari Internazionali dell’università di Harvard e Maryland.

Ritorno alla vita politica libanese

Dopo alcuni tentativi precedenti, nel 2000 Amine Gemayel rientra in Libano e si colloca tra gli oppositori del Presidente dalla Repubblica filo-siriano, Émile Lahoud. Sconfitto nei suoi tentativi di riprendere il controllo del partito Katāʾib, fonda una nuova formazione politica, la “Base Kata’ib” diventato “Movimento Riformatore Katāʾib” e si propone come il vero successore del vecchio partito delle Katāʾib fondato da suo padre, Pierre Gemayel. Si unisce al raggruppamento di Kornet Chehwane, un gruppo di politici cristiani che s’oppone al governo e che proviene da differenti partiti politici. Suo figlio, Pierre Gemayel Jr è stato eletto in parlamento nel 2000 e nel 2005, prima di essere a sua volta assassinato il 21 novembre 2006. Nel 2005, dopo il ritiro siriano dal Libano, il partito delle Katāʾib si è riunificato e Gemayel è stato designato Presidente di questa formazione politica.

Nel 2003, Amin Gemayel agisce in veste d’intermediario fra il Presidente statunitense George W. Bush e il dittatore iracheno, Saddam Hussein. Benché i suoi sforzi per evitare la guerra del Golfo che seguì non fossero coronati da successo, essi hanno alimentato le speculazioni sul fatto che Amin Gemayel potesse essere candidato al posto di Segretario Generale delle Nazioni Unite, alla fine del mandato di Kofi Annan.

A fine luglio 2007, Amin Gemayel annuncia la propria candidatura alle elezioni legislative parziali, per occupare il seggio maronita della regione del Metn, lasciato vacante a causa dell’assassinio di suo figlio Pierre. Una campagna accanita fu allora avviata, nella quale Gemayel (sostenuto dall’Alleanza del 14 marzo) affrontò Camille Khoury, il candidato della Libera Corrente Patriottica sostenuto dal gen. Michel Aoun, dall’antico vicepresidente del Consiglio Michel Murr, dal partito armeno Dashnak (Tachnag) e dai partiti filo-siriani. Le elezioni si tennero il 5 agosto 2007 e il risultato fu sfavorevole ad Amin Gemayel per soli 418 voti di scarto su un totale di 79.000 votanti.

In occasione del 72º anniversario del Partito delle Katāʾib (novembre 2008), Amin Gemayel ha chiesto a Hezbollah di consegnare le sue armi allo Stato, dal momento che Hezbollah afferma di aver ritirato le proprie armi dalle strade.

Elezioni presidenziai 2014

Nella situazione di instabilità politica che permane nel Paese, è ancora incerto se davvero il Libano riuscirà ad avere quest’anno delle elezioni presidenziali. Sono attese nei prossimi mesi e precederanno quelle legislative e l’introduzione di una nuova legge elettorale. 

I possibili candidati sono secondo WikipediaAmin GemayelMichel AounSuleiman Frangieh, Jr.Samir GeageaJean ObeidRiad SalamehJean Kahwaji,Boutros Harb, Robert Ghanem, e Ziad Baroud

Ad alimentare le speranze di sblocco dell’empasse politica è stata la formazione di un nuovo governo lo scorso febbraio 2014, guidato da Tammam Salam. Secondo quanto riporta il Guardian, il neo premier ha espresso la speranza che le elezioni presidenziali potranno tenersi prima che termini il mandato presidenziale di Michel Suleiman, a maggio, e ha fatto pressione affinché si tengano anche le Parlamentari, posticipate dallo scorso anno. 

Prima di Salam, il Libano è stato guidato dal governo temporaneo di Najib Mikati, che si è però dimesso nel marzo 2013. Nell’aprile 2013 il parlamento ha designato Tammam Salam primo ministro, che non è tuttavia riuscito a formare un governo a causa delle rivalità tra il blocco 8 Marzo, dominato da Hezbollah (sciita), e l’Alleanza 14 marzo, guidata dal Sunni Future Party (sunnita). 

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