Portineria MilanoIl Sap fa campagna elettorale sulla pelle di Aldrovandi

Il Sap fa campagna elettorale sulla pelle di Aldrovandi

Cinque minuti di applausi sulla pelle di Federico Aldrovandi in vista delle prossime elezioni europee e amministrative, per trovare nuovi referenti politici e per avere nuove iscritti al sindacato. A meno di ventiquattr’ore dal fattaccio di martedì 29 aprile – quando al congresso di Rimini del Sap, sindacato autonomo di polizia, sono stati applauditi Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani, tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne di Ferrara durante un controllo di polizia il 25 settembre del 2005 – tra gli addetti ai lavori (e non solo ndr) appaiono abbastanza chiare le motivazioni «politiche» di questo macabro tributo, che ha scatenato le proteste del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del numero uno della polizia Alessandro Pansa. 

Perché il Sap, sindacato che annovera circa 20mila iscritti, il 20% sul totale dell’organico totale della polizia, è sempre stato tra i più politicizzati. E perché al suo interno, tra presidente e segretari, vanta tutt’ora ex deputati di Popolo della Libertà e Italia dei Valori, cresciuti politicamente proprio con la divisa da sindacalista di polizia. Non solo. Al congresso hanno partecipato, invitati, diversi candidati in europarlamento e altri leader politici, tra cui Magdi Allam e Ignazio La Russa di Fratelli D’Italia, Maurizio Gasparri e Lara Comi di Forza Italia, Nicola Molteni della Lega Nord. Nessuno di loro, finora, ha preso le distanze dal macabro applauso tributato ai tre poliziotti condannati. Solo Emanuele Fiano del Partito Democratico ha deciso di non partecipare per protesta e prendere le distanze dalla vicenda. Ma basta farsi un giro sui social network, sui forum della polizia, per accorgersi che ci sono diversi agenti che prendono le distanze dagli applausi per i colleghi. 

Sulla pagina Movimento Poliziotti è l’agente Maurizio a spiegare il suo punto di vista: « Io e tanti altri migliaia di colleghi apriamo pagine su Fb, parliamo con le famiglie, dialoghiamo con chi non ci conosce e ha pregiudizi nei nostri confronti e poi guarda cosa combinano questi “sindacalisti politicanti” . Rispetto per i rappresentanti di tutti i sindacati, ma gli applausi di quei, per fortuna pochi colleghi che erano presenti, mi hanno fatto schifo! Le elezioni sono vicine? Volevate avere nuove adesioni al sindacato? Forse si possono trovare altri modi che dite? Chiediamo sempre rispetto per la divisa, ma forse è il caso di evitare certi comportamenti vergognosi, che possono ledere la stessa divisa che indossiamo». Oltre all’agente Maurizio ce ne sono molti altri che sul forum prendono le distanze. 

Come ad esempio Maurizio De Biasi che ha aperto il forum Polizia di Stato e che in un editoriale ricorda che «un ragazzo è morto. Morto quando era nelle nostre mani. No. Noi difendiamo la Gente. Non l’ammazziamo. Sia chiaro questo. Preferiamo morire noi per salvare gli altri. Ma amici del Sap, quegli applausi, davvero non ci stavano…». Anche il Siulp, altro sindacato di polizia, ha criticato il gesto in un comunicato. E Gabriele Ghezzi, consigliere comunale del Partito Democratico, poliziotto “di sinistra” lo ha scritto nero su bianco: «Ma oltre gli applausi, rimane grave la scelta politica di invitare ad un consesso così importante, come quello del rinnovamento dei propri quadri sindacali, chi si è reso protagonista, seppur in modo colposo, di un omicidio che tanto ha fatto male all’intera categoria».

Scelta politica insomma. Anche perché i vertici del sindacato sono stati parlamentari, alcuni corrono per la carica di sindaco proprio alle prossime elezioni o sono comunque veri e propri ras di preferenze sul territorio. Anzi i maligni sostengono che persino il nuovo segretario, Gianni Tonelli, potrebbe un giorno correre in politica. C’è per esempio Filippo Saltamartini, ex senatore del Popolo della Libertà, una storica militanza nel Sap – dal 2009 è presidente onorario del sindacato -, quindi candidato a sindaco del suo paese, Cingoli nelle Marche, con Silvio Berlusconi. Nella sua biografia c’è di tutto, persino essere «stato il primo ufficiale di polizia non statunitense ad aver avuto accesso a ground zero ed essere stato ricevuto al Dipartimento di Stato e dal Sindaco di New York».

Congresso Sap di Rimini

Poi altro presidente onorario è Giovanni Paladini, ex deputato dell’Italia dei Valori, noto perché nel gruppo di quelli che ruppero con l’ex leader Antonio Di Pietro nel 2012. Ma soprattutto noto perché nel 2013 la Procura di Genova aprì un’inchiesta sulle spese di alcuni consiglieri regionali dell’Idv e di ex Idv passati a Diritti e Libertà in Liguria.  Paladini fu indagato per false fatturazioni legate a un giro di sponsorizzazioni non limpide della Pontedecimo calcio e a sospette fatturazioni gonfiate. Lo stesso reato fu ipotizzato anche per la moglie Marylin Fusco, consigliere regionale e dirigente del Club. Non solo. Vennero fuori pure presunti collegamenti tra Paladini e Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord travolto dalle indagini sulla Bossi family e sulla ‘ndrangheta. C’è poi Piergiorgio Panzeri, segretario nazionale, che è candidato a sindaco nel suo paese natale, Dolzago, in provincia di Lecco: ci riprova dopo aver perso nel 2009.

Patrizia Moretti, madre di Federico, ha spiegato durante una conferenza stampa che «la solidarietà non basta più, la politica deve entrare nella questione e deve cambiare anche la polizia, le famiglie non possono restare sole. Chi è diventato il presidente del Sap al congresso di ieri ha fatto della vicenda di mio figlio la propria campagna elettorale, portando i delegati ad applaudire». Sono mesi infatti che Tonelli ha cavalcato la solidarietà ai poliziotti che ammazzarono Federico quella sera del 2005, prima di diventare segretario generale. Diversi partiti politici, come la Lega Nord, hanno subito seguito il Sap, con Matteo Salvini che ha detto di stare dalla «parte dei poliziotti». Del resto, Roberto Maroni è stato ministro dell’Interno per cinque anni e di consensi tra i poliziotti ne vanta ancora molti: alle elezioni europee il Carroccio non può rischiare di finire sotto il 4%, ogni voto, anche il più deprecabile, è sacro.

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