Caro direttore, quanto silenzio su noi e l’Ucraina

Caro direttore, quanto silenzio su noi e l’Ucraina

Come la pensano gli italiani lo si può comprendere anche dalle lettere ai giornali. C’è un sito, in Italia, che, quotidianamente, pubblica le lettere più interessanti, www.carodirettore.eu, nato per iniziativa dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano. Linkiesta ne propone qualcuna, rimandando al sito i lettori che vorranno avere un panorama ancora più vasto di ciò che gli italiani scrivono ai giornali, quotidiani e periodici.

Ucraina, quanto silenzio sul nostro intervento

Nei giorni scorsi su alcuni quotidiani è apparsa la dichiarazione del ministro della Difesa secondo cui l’Italia è pronta a intervenire in Ucraina, con l’Onu o con la Nato. Poiché l’intervento non è fatto con gli ospedali di Emergency, ma con le Forze armate, la notizia è preoccupante, anche se non ha destato eccessivo allarme. In effetti, secondo le moderne procedure, chi decide l’intervento delle Forze armate italiane all’estero è il governo, poi il Consiglio supremo di difesa esamina gli aspetti concreti, buon ultimo è il Parlamento che in genere ratifica quello che è stato stabilito. Saltano così gli articoli 78 (le Camere deliberano lo stato diguerra) e 87 della Costituzione (nella parte in cui il Presidente della Repubblica dichiara lo stato di guerra), ma soprattutto salta l’art. 11 che impone il “ripudio della guerra”. Queste considerazioni assumono maggior rilevanza se si pensa che la Nato può operare anche per “forzare la pace” usando la forza (peaceforcing) e che i parlamentari, nominati dai capipartito, non oseranno mai opporsi alla decisione di fare la guerra fuori dai confini. Risolvere le controversie mediante la guerra? Sì, è vietato dalla Costituzione, ma il divieto può essere aggirato. Figuriamoci cosa accadrà se e quando una sola Camera di nominati farà da fedele scorta alla maggioranza di turno e come sarà facile aggirare la prima parte della Costituzione, e quindi tutti i nostri diritti, agendo sulla seconda parte. Su questo e altri analoghi aspetti della nostra esistenza il silenzio è totale, ma sarebbe bene che i cittadini ne tenessero conto al momento del voto.

Mauro Bortoloni, lettera a l’Espresso, 23 maggio

Cari Clandestini perché non scegliete la Russia?

A voi clandestini: avete capito che qui da noi il Padre Eterno ha sparso il virus di stupidità e perciò ci state invadendo. E se noi italiani pensiamo prima ai nostri figli e al loro futuro siamo giudicati dei cattivi razzisti, ma io voglio sottolinearvi che in questo paese c’è già una densità di abitanti molto alta (200 per kmq), perché non scegliete la Russia che è un paese immenso e con una densità di 8 abitanti per kmq? Così il vostro futuro sarebbe molto migliore. Credetemi, andate là e lasciate noi da soli. Buon viaggio.

Rosolino Peressini, Udine, lettera inviata a Libero, 23 maggio

Perché non entriamo nell’area del rublo?

Non sono di quelli che gufano sullo sfascio del paese o sono spinti da “cupio dissolvi”, nel senso del “si salvi chi può” o “muoia Sansone con tutti i filistei”. Da tempo ho imparato a vedere le cose italiane con distacco e ironia. Non c’è niente da fare: Dio per bilanciare le cose ha messo il paese più bello del mondo in mano a uomini mediocri. Del resto, anche la grande civiltà che qui si è formata sta scomparendo (ma a differenza di quelle antiche finite a causa di guerre ed epidemie, la nostra si sta consumando per eccesso di benessere e per mancanza di stimoli…). In Italia, realtà demenziale e autolesionista per eccellenza, anche le cose più serie finiscono “a tarallucci e vino”, compresa la fede cristiana che comodamente e ipocritamente abbiamo abbracciato, divenuta anch’essa festaiola e inconsistente. In questo scenario, pretendiamo che l’Europa ci aiuti? Che quegli invidiosi di francesi e tedeschi ci salvino? Non scherziamo, quelli si stanno prendendo gioco di noi che abbiamo svenduto dignità nazionale e sovranità internazionale. Resta la domanda della Fallaci: “Che fare?”. Beh, escludendo una rivoluzione (per la quale occorrerebbe sporcarsi le mani e buttare il sangue) e una nuova dittatura, gli italiani perbene potrebbero rivolgersi … a Putin, per mettersi sotto la protezione della Russia. Tra pericolo cinese e islamico sarebbe per noi il male minore, altro che quel buffone di Obama!

Francesco Santoro, lettera inviata a Libero, 23 maggio

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