Cose che impariamo, guardando #Brasile2014 (pt. I)

Cose che impariamo, guardando #Brasile2014 (pt. I)

Nel corso del primo sabato italiano al Mondiale #Brasile2014, abbiamo raccolto un po’ di fatti che di seguito riportiamo.

1. Le punizioni di Andrea Pirlo, si sa in che direzione escono, ma non si sa dove andranno a finire (sulla traversa, in questo caso)

2. I tifosi giapponesi sono piuttosto emotivi, e già alla prima partita persa piangono come se il loro mondiale fosse finito (Keith Tsuji / Getty Images)

3. Mai sottovalutare i Ticos, cioè i giocatori del Costa Rica, e mai mettere alla prova Keylon Navas, il loro portiere

4. Nemmeno con Phil Jagielka, dell’Inghilterra, c’è da scherzare (questa cosa non sappiamo come l’ha fatta, ma la foto è molto bella)

5. Brazuca, il pallone dei mondiali firmato Adidas, ha quattro telecamere integrate, e giocarci è piuttosto divertente (pigiate 360° quando lo vedete apparire)

6. Gli inglesi restano inglesi, ovunque e qualunque sia la birra (Oli Scarff / Getty Images)

7. Non c’è niente di più entusiasta di un colombiano al suo primo gol del mondiale (Armero, contro la Grecia)

8. Il miglior modo di vincere le partite è rimontare nel secondo tempo (è successo quattro volte, fin ora, a Brasile Olanda, Costa Rica e Costa D’Avorio)