Euroscettici tedeschi, lo spettro della cancelliera

Euroscettici tedeschi, lo spettro della cancelliera

Se a riempire le cronache dei media europei sono stati i risultati dell’Ukip in Inghilterra, del Front National in Francia e del nostro M5S, non si può dimenticare che anche nel Paese politicamente più stabile e apparentemente immune dal populismo, la Germania di Angela Merkel, una forza euroscettica sta riuscendo ad emergere.

AfD, Alternative für Deutschland, nasce nel 2013 alle elezioni politiche con il 4,7 per cento, sfiorando la soglia di sbarramento del 5 per cento, con una piattaforma liberal-conservatrice di condanna dei salvataggi europei (ma soprattutto tedeschi) dei Paesi a rischio di default, visti come irresponsabili parassiti.

Quest’anno alle elezioni europee raggiunge un eccellente 7 per cento. Da dove arriva il consenso all’AfD?

Le seguenti mappe sono delle Europee 2014 e delle elezioni di settembre 2013:

È singolare notare in entrambe le elezioni un curioso consenso misto in aree molto ricche, il sud Germania, e molto povere, la Sassonia e il Brandeburgo.

Se a Ovest si tratta di ex-elettori Fdp (Freie Demokratische Partei, ovvero il Partito liberale e democratico, ndr) e Cdu (Christlich Demokratische Union Deutschlands, l’Unione cristiano-democratica, ndr) timorosi dell’immigrazione e che le proprie tasse finanzino greci e spagnoli, come accade con gli elettori della Lega Nord in Italia, a Est le aree con maggior consenso sono dal 1990 quelle che nella ex Ddr hanno più premiato sia la Cdu (altrove poco votata a Est) che la destra radicale. Qui AfD supera il 10 per cento in molte aree, e intercetta il malcontento di province con tasso di disoccupazione alto e un populismo conservatore già diffuso, come il Fn in Francia.

Se nel 2013 il consenso infatti veniva da ex elettori della Linke (sinistra radicale, ndr), Fdp e non votanti, ora (secondo grafico) gli euroscettici hanno pescato anche nell’elettorato Cdu.

In effetti alcune rilevazioni demoscopiche confermano questi dati, pur nel generale benessere tedesco, gli elettori AfD sono i secondi, dopo quelli della Linke, a ritenere negativa la propria situazione economica, il 18 per cento, contro il 10 per cento di quelli Cdu:

Tuttavia i principali motivi del voto all’AfD sono altri: di seguito si chiede quali siano le priorità e l’immigrazione (Zuwanderung, ndr) e la stabilità della moneta (Wärungsstabilität, ndr) contano molto più per l’elettore AfD che per gli altri:

Qui si chiede se la Germania dovrebbe sostenere i Paesi membri dell’Ue in crisi oppure, seconda domanda, astenersi dal pagare per loro, per gli elettori AfD il rapporto è 18-78, contro la media del 52-41:

Negli ultimi 60 anni forze anche solo vagamente populiste non sono mai riuscite ad affermarsi in Germania a livello nazionale, ma probabilmente dopo 70 anni questo tabù è stato rotto.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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