
In un’epoca dominata da incertezze politiche, crisi ambientali e da una frenesia imperante, l’arte contemporanea torna a rivendicare il proprio ruolo di cassa di risonanza e spazio di resistenza culturale. Dal 30 luglio al 27 agosto 2026, la suggestiva cornice di Dimora delle Balze a Noto, in Sicilia, farà da scenario a The Time of The Moon (“Il tempo della luna”), la quarta edizione di 8 albe, la rassegna di videoarte, curata da Lucia Pietroiusti con l’assistenza di Danai Giannoglou, che quest’anno propone una riflessione urgente e radicale: volgere lo sguardo verso l’astro notturno non come forma di evasione o tentativo di fuga dalla realtà, ma come un lucido atto di volontà per ritrovare nuove e più profonde possibilità di connessione.
«Nel 2023, prima edizione di 8 albe, abbiamo approfondito i concetti di “parentela” e “convivenza” tra specie diverse – sottolineano gli organizzatori –. Nel 2024 abbiamo esplorato il tema dell’acqua e dell’oceano, l’anno successivo l’emergere di vite e conoscenze attraverso fini e nuovi inizi. Con questa edizione, la quarta, 8 albe intende proseguire la sua ricerca radicale e interdisciplinare partendo dalla consapevolezza che attraverso l’arte sia possibile attivare – soprattutto in momenti storici di estrema instabilità, insicurezza e tensione – una nuova consapevolezza che leghi gli individui in percorsi e storie collettivi. Nel 2025 abbiamo dato voce alla Natura e alla sua capacità di rigenerare, di innescare nuovi inizi anche dalle fini più profonde, in questa edizione di 8 albe 2026 indaghiamo ulteriormente questa suggestione di rinascita attraverso le molte manifestazioni della spiritualità nelle sue forme più dirette: dalla preghiera, al mito, all’estasi».

Se l’edizione del 2025, intitolata Tramonti: cosmogonie e fine dei mondi, si era concentrata su come le nuove forme di sapere potessero germogliare dalle ceneri di un collasso, l’appuntamento del 2026 sceglie di indagare la dimensione del sacro, dell’estasi e del sublime. Di fronte alla mancanza di lungimiranza della governance globale nel gestire la crisi climatica la reazione interiore, sia individuale sia comunitaria, è quella di cercare forze che superino l’esperienza umana, riconnettendosi a spiriti, antenati e paesaggi interiori. «Questa edizione di 8 albe», afferma la curatrice Lucia Pietroiusti, «propone un cambio di prospettiva: privilegiare la percezione rispetto al controllo, la dimensione della comunità rispetto all’individualità, riscoprire e tornare in sintonia con sistemi di conoscenza ancestrali che continuano ad essere attivi nel presente».
Il tempo della luna è per sua natura ciclico e non lineare, e si sottrae alla logica produttivistica dell’urgenza e della soluzione immediata. Diventa, nelle parole della curatrice Lucia Pietroiusti, un invito a prediligere la percezione rispetto al controllo, e la dimensione comunitaria rispetto a quella strettamente individuale, tornando in sintonia con sistemi di conoscenza ancestrali che continuano a riverberarsi nel nostro presente.
La struttura portante della rassegna si articola in cinque serate – a partire dal debutto del 30 luglio fino alla performance conclusiva del 27 agosto – durante le quali verranno presentate le opere di artiste e artisti di rilievo internazionale. Tra i nomi in cartellone figurano Nicole L’Huillier, Patricia Dominguez, Jeremy Shaw, Himali Singh Soin, Cao Shu, Metahaven, Hylozoic/Desires, Sammy Lee, Tabita Rezaire, Fredj Moussa, Floris Schönfeld e Ique Langa. I film selezionati mettono in dialogo il collasso ecologico e l’intensità dello spirito, intesa come un’esperienza incarnata nei gesti collettivi e nelle mutazioni dei paesaggi, piuttosto che come una rigida costruzione ideologica.

Tra le opere protagoniste spicca LIQUID TIME – An Earthly Archive of Weathering Thoughts (2022) di Monica Ursina Jäger, un collage visivo a metà tra animazione e documentario che segue il viaggio profondo di un singolo granello di sabbia dalle vette montane fino ai sistemi di grotte sotterranee, esplorando i concetti geologici di erosione e di sedimentazione. Di forte impatto rituale è anche Tonalli, opera del collettivo Los Ingravidos ispirata all’antico concetto nahuatl della forza vitale. Attraverso un ipnotico e frenetico montaggio realizzato direttamente in macchina da presa, il video evoca divinità della creazione e della fertilità in un vortice materico di fuoco, fiori e lune dai colori iridescenti.
L’evento consolida la vocazione interdisciplinare di Dimora delle Balze, una splendida tenuta ottocentesca di ventisette ettari situata sull’altipiano degli Iblei, a pochi chilometri da Palazzolo Acreide. Risultato di un attento restauro conservativo intrapreso dalla famiglia Lops, la dimora è un laboratorio culturale volto a stimolare la coscienza collettiva attraverso i nuovi linguaggi del contemporaneo. Le proiezioni, a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento posti), si terranno in orario serale dalle 21.30 alle 23.00, accompagnando gli spettatori in un suggestivo percorso di risonanza con il cielo notturno della Val di Noto.
