Isis alle porte della Giordania

Isis alle porte della Giordania

L’esercito irregolare dell’Isis (Stato islamico dell’Iraq e della Siria) sta avanzando in Iraq conquistando una città dietro l’altra. Le milizie sunnite mirano alla presa del potere centrale e alla costruzione di un califfato tra Siria ed Iraq. Nel finesettimana hanno raggiunto due città al confine con la Giordania, stato alleato degli Usa. Gli ultimi aggiornamenti: 

23 giugno

JOHN KERRY OGGI A BAGHDAD

Il segretario di stato americano John Kerry è arrivato nella capitale dell’Iraq, Baghdad per incontrare il primo ministro, lo sciita Nuri al-Maliki. Vedrà anche il ministro degli Esteri curdo Hoshyar Zebari, il religioso sciita Ammar al-Hakim, a capo del Supremo consiglio islamico iracheno, e il presidente del Parlamento Osama al-Nujaifi, sunnita. Il Segretario statunitense chiederà al premier iracheno di superare le «motivazioni settarie» per dar vita ad una politica di governo più inclusiva, più rappresentativa dell’intera popolazione. Il governo sciita di al-Maliki, alleato strettamente con gli sciiti iraniani, dovrebbe fare – chiedono gli Usa – importanti concessioni alla minoranza sunnita, disinnescando così un importante alleato degli jihadisti.

Un portavoce del dipartimento di Stato Usa ha spiegato che Kerry «discuterà azioni da parte degli Usa per assistere l’Iraq che fronteggia questa minaccia e farà pressioni sui leader iracheni» per la formazione «di un governo che rappresenti gli interessi degli iracheni». Parole che, tradotte, significano un passo indietro di al-Maliki, ovvero le sue dimissioni.  

Giovedì 19 Barack Obama ha escluso categoricamente operazioni militari statunitensi sul suolo iracheno. Ha invece annunciato l’invio in Iraq di 300 istruttori a supporto delle forze militari irachene.

Isis punta a prendere il controllo della diga di Haditha

Secondo la Bbc, i miliziani stanno prendendo in queste ore il controllo della diga vicina alla città di Haditha. La distruzione di questa diga potrebbe danneggiare il rifornimento energetico del Paese. Il governo di Baghdad avrebbe inviato rinforzi al personale di sicurezza della diga.

COSA È SUCCESSO NEL WEEK-END

Tra sabato e domenica i miliziani dell’Isis hanno preso il controllo di tre passaggi di frontiera verso la Siria e la Giordania. E hanno conquistato quattro villaggi vicini. L’Isis in questo modo controlla la maggior parte della frontiera occidentale dell’Iraq e minaccia i rifornimenti iracheni. 

I miliziani hanno preso l’aeroporto di Tal Afar, vicino a Mosul. Si tratta, spiega la Bbc, di un’importante perdita per le forze governative irachene che puntavano a fare dell’aeroporto un “trampolino” per riprendere la città di Mosul. 

Ad Anbar, un’esplosione causata da un kamikaze durante i funerali di un ufficiale dell’esercito iracheno ha provocato otto morti e tredici feriti.

I territori occupati da Isis nella mappa del Guardian (datata 22 giugno)

La reazione di Obama

In un’intervista rilasciata domenica 22 giugno, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha avvertito che gli estremisti islamici possono destabilizzare l’intera regione e diventare una minaccia «di medio e lungo termine» per gli Usa. «Dobbiamo essere vigili», ha detto Obama. I miliziani «stanno destabilizzando l’Iraq. E possono riversarsi anche nei territori di alcuni dei nostri alleati, come la Giordania».